Rissa tra famiglie rom i sei restano ai domiciliari

29 Luglio 2020

Lanciano. Respinte le richieste di revoca degli arresti agli indagati delle due fazioni Per il giudice c’è troppo astio tra le famiglie: impossibili misure meno restrittive 

LANCIANO . «I gravi e annosi motivi di astio tra le due famiglie coinvolte rendono insufficiente una misura cautelare meno afflittiva». Con questa motivazione il gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, ha confermato gli arresti domiciliari per sei degli undici indagati per la rissa tra famiglie rom avvenuta il 26 giugno scorso nel quartiere Santa Rita. Il giudice per le indagini preliminari ha rigettato le richieste degli avvocati delle due fazioni rivali, che avevano fatto istanza per la revoca della misura cautelare e, in subordine, per il divieto di avvicinamento tra i due rami della famiglia di etnia rom.
Restano ai domiciliari Angelo Guarnieri, 62 anni e i figli Gaetano, 37, e Fabrizio, 33, tutti assistiti dall’avvocato Vincenzo Menicucci, e per la fazione rivale Gaetano Guarnieri, 60 anni, il figlio Sante, 23, e il genero Enzo Manzi, 43, assistiti dall’avvocato Gaetano Pedullà. Quest’ultimo aveva motivato la richiesta di revoca dei domiciliari con il fatto che i suoi assistiti, come riferito al giudice durante l’interrogatorio di garanzia, si ritengono «vittime di aggressione unilaterale» da parte dei familiari della fazione avversa. A sostegno di questa tesi ci sono le testimonianze di due vicine di casa, le quali raccontano che la sera del 26 giugno la famiglia di Gaetano Guarnieri si trovava nel cortile della villetta di via Ippolito Sabino e fuori dal cancello c’era un altro gruppo di 7-8 persone, sempre di etnia rom, arrivato a bordo di un’autovettura e che brandiva bastoni. Tra i due gruppi era dapprima iniziato un lancio di oggetti, tra cui il cric dell’auto e una cassetta delle lettere, e poi c’era stato lo scontro fisico a colpi di bastoni, mazze di ferro e una stampella. Ma ci sono le dichiarazioni anche di un altro vicino di casa e queste, per Canosa, «non lasciano dubbi che Guarnieri Gaetano e il suo nucleo familiare erano in preallerta e si stavano organizzando per fronteggiare i familiari del fronte contrapposto».
Resta comunque il fatto che i sei hanno partecipato «ad una rissa particolarmente grave, per il numero dei partecipanti, e tale da determinare un grave turbamento all’ordine pubblico», sottolinea il gip. In seguito alla rissa la questura di Chieti ha predisposto servizi speciali di controllo nel quartiere Santa Rita. Contro la decisione l’avvocato Menicucci presenterà istanza al Tribunale del riesame.