Rissa tra famiglie rom in strada a Lanciano, tredici denunciati. L’ira del sindaco: “Ora basta”

Violenza nel quartiere Santa Rita. La polizia ha identificato i protagonisti dell’ultimo episodio in via Sigismondi: c’è anche un 17enne. Paolini lancia l’ennesimo allarme: “Abbiamo provato a favorire l’integrazione ma non ci siamo riusciti”
LANCIANO. Sono in tutto tredici le persone identificate e denunciate per l'ultimo scontro tra famiglie rom nel quartiere Santa Rita. Dodici, tra cui un minore di 17 anni, sono ritenute responsabili di rissa aggravata, mentre una è stata denunciata per evasione. La polizia ha rimesso una prima informativa alla Procura di Lanciano e a quella dei minorenni dell'Aquila. Seguirà una relazione più approfondita con la ricostruzione dettagliata dei fatti e delle singole responsabilità.
L'ultimo episodio di questa faida tribale, che risale al pomeriggio del 27 giugno, si articola, infatti, in tre momenti distinti. Il primo contatto tra i due gruppi è avvenuto in località Foce, sulla costa di Rocca San Giovanni, dove per futili motivi è scoppiata una baruffa con spintoni e parole grosse. Su questa fase sono in corso gli accertamenti dei carabinieri di Fossacesia.
La violenza è invece esplosa in via Sigismondi, tra le palazzine popolari di Santa Rita. Qui i due gruppi si sono affrontati in strada tra urla, inseguimenti e aggressioni. Scene di ordinaria follia documentate da un video di 52 secondi, diventato virale ben oltre i confini regionali: alcuni impugnano lunghe mazze e bastoni, picchiano sul volto e in testa. Uno lo fa con un martello. Altri cercano di sottrarsi alle botte, qualcuno finisce a terra e viene raggiunto da calci.
La scena più drammatica è quella di una Lancia Delta scura che, a velocità sostenuta, punta nel mucchio e travolge una donna, tra le urla dei presenti. La 41enne viene caricata sul cofano e poi scaraventata a terra dopo alcuni metri. Dal posto di guida, qualche secondo dopo, scende quello che sembra un ragazzino. Incredibilmente la donna ha riportato solo 7 giorni di prognosi, dieci invece per i due figli, di 19 e 23 anni (solo in tre si sono fatti refertare in ospedale).
L'ultima sequenza, successiva alla rissa, si svolge in un altro punto del quartiere. I tre, doloranti e feriti, tornano a casa e raccontano l'accaduto al capofamiglia, da tempo agli arresti domiciliari. La rabbia e il desiderio di vendicare l'affronto subito lo portano in strada, forse anche armato, dove la Volante lo trova a discutere con i familiari che provano a trattenerlo. Gli intenti bellicosi così sfumano, ma non la denuncia per evasione.
L'ultima sequenza conferma i timori espressi anche dal sindaco Filippo Paolini: «Se non vengono adottati provvedimenti adeguati, il rischio è che possa accadere qualcosa di ancora più grave». «Abbiamo provato in tutti i modi a favorire l’integrazione, ma non ci siamo riusciti», ha aggiunto il primo cittadino condannando il grave episodio di sabato, «da tempo segnaliamo il problema attraverso i comitati per l’ordine pubblico, gli incontri in Prefettura, nel quartiere, e il continuo confronto con le forze dell’ordine. Ora basta, servono punizioni esemplari».
Intanto, sono ripresi i servizi di vigilanza e controllo, con i carabinieri che martedì sera hanno cinturato il quartiere. «Quello che è accaduto è sconcertante, un atto di sfida allo Stato», interviene il consigliere comunale Leo Marongiu (Pd), «che ha messo in campo iniziative, nelle settimane e nei mesi scorsi, di maggior controllo del territorio comunale. Auspico una risposta ferma e severa da parte delle autorità preposte, una risposta che serva a tutelare la sicurezza e la bellezza del quartiere, nonché la fruibilità di luoghi che non possono essere resi inaccessibili a causa dell'arroganza, della prepotenza e dell'illegalità messe in campo da determinati soggetti. Il senso di responsabilità di tutti impone la necessità di far risaltare ancora di più la presenza dello Stato e delle istituzioni al fianco dei cittadini e, in particolare, di quelli di Santa Rita».

