Rissa tra rom, il gip ha detto no al carcere

13 Luglio 2020

Il pm Carusi ha chiesto la misura cautelare più pesante ma la prognosi per le lesioni riportate dai feriti non è elevata 

LANCIANO. Un alloggio popolare di cui una famiglia rom rivendicava la restituzione, fino a minacciare di morte i parenti e ingaggiare con loro una violenta rissa che ha tenuto in scacco un intero quartiere. A Santa Rita quello della casa non è solo un problema di emergenza abitativa. Alloggi contesi, spesso danneggiati, rapporti di vicinato difficili fatti di liti e comportamenti molesti. Questo ci racconta la maxi rissa del 26 giugno scorso, per la quale sono stati arrestati otto componenti della stessa famiglia di etnia rom.
Proprio a causa delle continue liti con i vicini di casa, tre anni fa Tommaso Guarnieri, 40 anni, uno degli arrestati, aveva scambiato con la cugina, A.S.G., l’appartamento Ater di via Sigismondi, andando a vivere in quello di lei in via De Riseis. Una decisione di comune accordo che nel tempo non è andata più bene. Così l’uomo ha iniziato a pretendere, con atteggiamenti violenti e minacciosi e spalleggiato dai fratelli, la restituzione dell’alloggio. In più occasioni avrebbe minacciato di morte la cugina e i familiari se si fosse opposta alla sua volontà di rientrare in possesso dell’appartamento. Un mese prima della rissa, sarebbe arrivato ad arrampicarsi lungo il tubo del gas, fino a raggiungere il balcone dell’abitazione, per poi desistere alla vista di una pattuglia delle forze dell’ordine. E quel venerdì di fine giugno sembra sia stato il gesto della pistola mimato con la mano a dare il via agli scontri tra le due famiglie Guarnieri.
Le indagini, condotte dalla squadra investigativa e dalla polizia scientifica del commissariato, hanno portato a 11 misure cautelari (più l’arresto di Tommaso Guarnieri per violazione delle misure di sicurezza). Sette sono finiti agli arresti domiciliari: Angelo Guarnieri, 62 anni; Gaetano Guarnieri, 37 anni; Fabrizio Guarnieri, 33 anni; Sergio Di Rocco, 41 anni; Gaetano Guarnieri, 60 anni; Sante Guarnieri, 23 anni, ed Enzo Manzi, 43 anni. Obbligo di firma per altri quattro, tre donne denunciate a piede libero e un tredicenne segnalato alla Procura per i minori. Il sostituto procuratore Francesco Carusi aveva chiesto il carcere. Ma la rissa aggravata, come rilevato dal gip del tribunale di Lanciano, Riccardo Audino, è un reato formalmente di media gravità, per il quale la pena va da tre mesi a cinque anni di reclusione, nel caso qualcuno riporti lesioni personali o rimanga ucciso. Nella rissa di Santa Rita le lesioni vanno da 5 a 10 giorni di prognosi, in un solo caso 30 giorni. Troppo poco perché ricorresse la misura coercitiva maggiore.
Gli interrogatori di garanzia degli indagati si terranno in settimana, tra martedì e mercoledì.
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