Rissa tra studenti e attivisti di Casapound

2 Febbraio 2016

Alterco e scazzottata fuori dalla discoteca durante una festa d’istituto: coinvolto anche Barone

LANCIANO. Una festa d’istituto sfociata in alterco e, infine, in scazzottata. Protagonisti alcuni studenti minorenni di un istituto superiore cittadino ed esponenti locali del movimento Casapound. È questo il quadro che, per tutto il weekend, è rimbalzato sui social network di decine di ragazzi creando un vero e proprio caso. Anche perché, tra i protagonisti della movimentata serata, ci sarebbe Nico Barone, responsabile cittadino di Casapound. Il Centro ha raccolto le due versioni dei fatti. «Ero alla festa in discoteca venerdì sera», racconta un 17enne, «e a fine serata eravamo fuori dal locale perché un mio amico che aveva bevuto un po’ troppo e non si sentiva bene. Sono arrivate tre persone, dai 25 anni in su, che hanno cominciato a prenderlo in giro e ad avvicinarsi con fare minaccioso. A quel punto», continua il ragazzo, «mi sono fatto avanti dicendo di smetterla e ho rimediato il primo schiaffo in faccia da Barone».

Da lì sarebbe iniziata la scazzottata con pugni presi e ricevuti da ambo le parti e con il ragazzino circondato dagli attivisti del movimento che, quella sera, indossavano felpe Casapound e sarebbero stati per questo immediatamente riconoscibili. Tra loro anche un paio di iscritti di Chieti. Sabato scorso, un gruppo di ragazzi si è poi recato nella sede lancianese per affrontare lo stesso Barone. «Sono io la vittima», spiega lui mostrando i segni sulla tempia, «sono stato accerchiato da quattro persone e buttato a terra, ho ricevuto un pugno in faccia e uno sulla tempia. In realtà mi ero avvicinato al ragazzo per chiedere se stava bene e il suo amico ci ha subito aggrediti. Io gli ho solo tirato uno schiaffo alla mano perché mi sentivo minacciato. E mi sono ritrovato a terra». Barone spiega che, nonostante il divario di età tra i liceali, si trovava in quel locale assieme agli amici di Chieti solo perché l’organizzatore della festa era un iscritto a Casapound.

«In realtà», racconta, «sono mesi che subiamo ogni genere di vessazioni solo per il fatto di essere di Casapound. Le ragazze vengono minacciate e derise, le nostre auto rigate. Io voglio solo fare politica, vengo preso di mira perché sto facendo bene. Non mi sono mai sognato di fare questo genere di cose, non fa parte del mio modo di agire». Sull’accaduto non sono state sporte denunce o chiesti referti medici, ma girerebbero testimonianze audio registrate coi cellulari. «Sono stato minacciato di morte», accusa Barone, «stanno cercando di alzare il clima di tensione, ma io voglio essere valutato per quello che faccio in politica e nel sociale». (d.d.l.)