Ristrutturazione di Psichiatria Così si elimina anche l’amianto

18 Luglio 2018

LANCIANO. Da un lato ci sono i lavori partiti finalmente in psichiatria; dall’altro c’è il pavimento in vinil amianto che continua a sgretolarsi nella palazzina centrale dell’ospedale Renzetti che si...

LANCIANO. Da un lato ci sono i lavori partiti finalmente in psichiatria; dall’altro c’è il pavimento in vinil amianto che continua a sgretolarsi nella palazzina centrale dell’ospedale Renzetti che si tampona con lo scotch.
Da un lato ci sono i malati psichiatrici, a cui garantire un reparto decente e a norma, dall’altro ci sono migliaia di utenti di pronto soccorso, pediatria, ginecologia, rianimazione, uffici sanitari che fanno i conti con pavimenti in amianto non ancora messi in sicurezza nonostante le denunce dei carabinieri forestali, la diffida del Comune e le proteste del personale. Le notizie positive per ora riguardano la psichiatria. Da lunedì impalcature e operai lavorano nella parte posteriore della palazzina dove c’è il reparto. È il primo lotto degli interventi che riguardano la parte dell’unità dedicata al personale, con ambulatori e cucine. Poi ci sarà un secondo lotto, da finanziare, che interesserà l’area della degenza. Che comporterà lo spostamento dei pazienti, non molto agevole da fare, all’ospedale di Chieti.
«Un lavoro atteso da tempo quello in psichiatria», dice il presidente del consiglio comunale Leo Marongiu, che è nello staff sanitario regionale, «necessario per restituire decoro a una struttura sulla quale non si è mai investito in precedenza. Inoltre ci sono state tre ispezioni dei Nas che hanno imposto i lavori rilevando spazi non consoni alle attività e carenze generali. Si ridà decoro ad un reparto». Restano invece fermi al palo i lavori per rimuovere l’amianto. Ora si sono sgretolate alcune mattonelle all’ingresso del Renzetti dove già ci sono vistosi rattoppi con lo scotch. Sulle mattonelle scheggiate sono stati messi cartelli che indicano pavimento bagnato. In realtà dovrebbero essere rimosse in tutta sicurezza perché è proprio la rottura del pavimento a liberare nell’aria le fibre di amianto che sono cancerogene. Il cantiere amianto però, nonostante la Asl abbia già stanziato 900mila euro, non parte tra le proteste del personale. Che negli anni ha presentato esposti a cui si è aggiunta la diffida del Comune. «È stata fatta la diffida per accelerare su lavori di bonifica importanti», riprende Marongiu, «ma sappiamo che non è facile fare questi lavori con malati, utenti e personale all’interno; vanno vuotati i reparti. Che si possono vuotare una volta sistemata l’ex chirurgia dove i lavori sono già appaltati da tempo. Fatti questi interventi nell’ex reparto si sposterà la pediatria così da poter rimuovere l’amianto anche nell’unità dedicata ai bambini e poi procedere con gli altri. Ma occorre tempo».
Teresa Di Rocco
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