Ritmi più intensi, protestano i sindacati

Lavoro aumentato in alcune unità produttive. Le sigle unanimi: così non va, bisogna trovare soluzioni alternative
ATESSA. Ritmi lavorativi più intensi e mix produttivi sbilanciati tra le unità lavorative stanno creando da settimane numerose difficoltà ai lavoratori Sevel e i sindacati insorgono. Sono pronti ad attivare la cosiddetta “procedura di raffreddamento” (tentativo di conciliazione con l’azienda prima dell’indizione di uno sciopero), i sindacati firmatari del contratto Fiat, Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Aqcf se l’azienda non troverà a breve soluzioni alternative. Il problema riguarda, già dalla fine di aprile, le nuove “saturazioni”, ossia le condizioni in cui il ciclo produttivo è al suo massimo. Con la salita produttiva della nuova motorizzazione Euro 6 D destinata ai furgoni commerciali prodotti in Sevel, sono state inserite delle nuove programmazioni che aggravano l’intensità di lavoro in alcune Ute (Unità tecnologica elementare) e la alleggeriscono in altre. Il mix produttivo attuale presenta uno scompenso rispetto alle lavorazioni per la produzione di furgoni Psa (Peugeot-Citroen) e Fca (Fiat-Chrysler). Lo dimostra il mix previsto dall’azienda: veicoli cabinati, 39%; veicoli furgonati, 61%; veicoli Fiat, 51%; veicoli Psa, 49%; motori Dw10 45%; motori Euro 6 D 28% e veicoli scudati 4%.
«Abbiamo discusso con l’azienda sulle enormi criticità e l’impatto negativo sui lavoratori», scrive il consiglio delle rsa nelle due note indirizzate all’azienda, «dovuto a un mix non regolare. In seguito agli impegni presi dalla parte aziendale nella commissione “Organizzazione e sistemi di produzione” del 2 maggio, diamo mandato agli esecutivi, con il supporto dei membri della commissione, a trovare soluzioni alternative al flusso anomalo del mix che rende l’attività del lavoratore gravosa e non lineare con la saturazione assegnata». Il consiglio delle rsa di Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Aqcf, sostiene di essere anche in attesa di risposta, tra circa tre settimane, «sullo studio di fattibilità della gestione ordini in lastratura per inserire anche le motorizzazioni». E se la risposta non dovesse soddisfare le aspettative, i sindacati sono pronti ad avviare la “procedura di raffreddamento”.
Nelle scorse settimane anche lo Slai Cobas aveva dichiarato sciopero sullo sbilanciamento produttivo, in particolare in favore del marchio Psa. «Il mancato rispetto del mix giornaliero», aveva dichiarato lo Slai Cobas provinciale, «provoca in diversi casi il superamento dei tempi-ciclo previsti e il ricorso dei lavoratori a posture incongrue, con notevole aumento dello stress sia fisico che psichico».
Ma la salita produttiva, col raggiungimento della capacità massima dello stabilimento con oltre 300mila furgoni prodotti, sta creando disagi e malumori anche per la turnazione. Per la prima volta, contro la proposta dell’azienda di far passare i turni da 15 a 17, lasciando quello di notte invariato, si sono schierate tutti i sindacati che chiedono una diversa e più equa organizzazione del lavoro. L’aumento dei turni previsto da Fca a maggio è slittato a ottobre. (d.d.l.)
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