Rito del vino cotto, tradizione rinnovata

6 Ottobre 2024

ROCCAMONTEPIANO. Si rinnova la tradizione del vino cotto. A casa di Gianfranco Conti, vice presidente dell’associazione produttori vino cotto d’Abruzzo, c’è stato l’incontro tra roccolani e aquilani,...

ROCCAMONTEPIANO. Si rinnova la tradizione del vino cotto. A casa di Gianfranco Conti, vice presidente dell’associazione produttori vino cotto d’Abruzzo, c’è stato l’incontro tra roccolani e aquilani, tradizioni e amicizie, legami tra genti e generazioni. «Per me fare il vino cotto significa creare un momento di festa e di condivisione con i miei compaesani e con gli amici», spiega il padrone di casa che, seguendo le orme del papà Orlando, ha messo a disposizione le sue fornacelle realizzate a mano, in terra cruda. «Molte famiglie a Roccamontepiano producono il vino cotto in casa ma in silenzio», spiega il sindaco Dario Marinelli, «Gianfranco apre le porte di casa per rendere questo appuntamento una grande festa per roccolani e non, promuovendo le relazioni e lo stare insieme, a favore delle nostre tradizioni e del passaggio delle conoscenze tra da generazione e un’altra».
All’appuntamento annuale era presente una delegazione di aquilani dell’associazione 6 aprile Colle Fracido, nata per promuovere e sostenere la ricostruzione dopo il sisma del 2009. «In un momento tragico, come quello del terremoto, è nata una grande amicizia tra Colle Fracido e Roccamontepiano, che si va consolidando negli anni», spiega Gianni Colagrande. «Sono qui perché attratto dalle fornacelle realizzate in terra cruda dall’amico Gianfranco, vere opere d’arte: è difficilissimo trovarle oggi in funzione», aggiunge Marcello Ioannone da Acquaviva Picena. «Sono stati usati materiali in rame e procedimenti tradizionali, come un tempo, mentre oggi chi produce a livello commerciale usa l’acciaio», aggiunge Fausto Pomponio, presidente della Cooperativa dei produttori, nove in tutto. (d.z.)