Ritrova le sue foto su un sito sexy
Mamma di 49 anni scopre che le hanno rubato il profilo e scattano le denunce
LANCIANO. Le sue foto finiscono su un sito di incontri per adulti. Lei, ignara di tutto, comincia a ricevere chat e messaggi che vanno dall’offensivo – le danno “della poco di buono” – alle proposte di incontri e scambi di coppia. La sua vita, da 6 mesi, è un incubo. È la storia drammatica che sta vivendo una mamma 49enne di Lanciano, professionista con figli, che non riesce più ad uscire di casa per la vergogna, per quanto sta subendo, a causa di qualcuno che si sta prendendo gioco, e non solo, di lei.
La storia è iniziata mesi fa quando la donna riceve un messaggio di un conoscente che la offende a causa della sua presenza su questo siti di incontri e scambi di coppia: «Sei una mamma, che cosa vai facendo, non ti vergogni?». La 49enne stupita non gli dà retta: pensa si sia sbagliato. Ma, subito dopo, riceve un altro messaggio e altre proposte. Non può essere una coincidenza. Così chiede spiegazioni al conoscente. Lui le manda degli screenshot delle sue immagini e il suo profilo sul sito web annunci69.it, sito di incontri, scambi di coppia, racconti erotici, video hard amatoriali. Un dramma. «La donna, ignara di tutto ha avuto un crollo», sottolinea l’avvocato Maria Grazia Piccini che ha presentato denunce alle forze dell’ordine. «Le hanno rubato l’identità, le immagini, hanno violato la privacy e ci sono altri reati al vaglio delle forze dell’ordine. Ma le hanno rubato soprattutto la serenità, la sua vita. Hanno creato un profilo in cui lei è riconoscibile dai capelli e dal tatuaggio che ha sul collo, anche se il viso lo hanno parzialmente coperto. Ci sono le sue foto prese da Facebook. Le arrivano anche sui social messaggi che la offendono, la additano come una poco di buono, la invitano ad ammettere questa sua doppia vita: “Dillo che sei tu, non c’è niente di male” per farla cadere ma lei davvero non sapeva nulla. Altri le dicono: “Ma non ti vergogni che sei una mamma”. Arrivano anche proposte di incontri». Il telefono è un incubo. Da un mese, da quando è stata fatta la denuncia, il legale ha chiesto di rimuovere il profilo. Ma è ancora attivo e il dramma continua.

