Ritrovate le auto rubate alla concessionaria

Blitz della polizia la scorsa notte: i mezzi circolavano in città con targhe false. Denunciate due persone
LANCIANO. Non hanno mai lasciato Lanciano le quattro auto rubate un mese fa alla concessionaria Mix Car, in via Per Treglio. Tre vetture circolavano liberamente per la città con targhe contraffatte o di importazione tedesca, scadute da mesi; la quarta era nascosta in un garage. La scorsa notte la polizia ha fatto scattare il blitz, recuperando i quattro veicoli in due zone opposte della città. Due persone di Lanciano sono state denunciate per ricettazione. Ma le indagini non si fermano qui. Le quattro auto -un’Alfa Romeo Giulietta, una Lancia Ypsilon, una Jeep Renegade e una Fiat 500 L, del valore complessivo di circa centomila euro- non hanno mai lasciato la città, ma il rischio che lo facessero era molto alto. Dopo servizi mirati di pedinamento e appostamento, la scorsa notte il personale del commissariato di Lanciano e della Squadra Mobile di Pescara è entrato in azione: fino alle prime luci dell’alba sono stati rintracciati e recuperati i mezzi, rubati la notte tra il 13 e il 14 febbraio scorsi alla concessionaria Mix Car. I poliziotti hanno denunciato per ricettazione due persone, residenti a Lanciano: G.L., 32 anni, dipendente della Sangritana, e F.T., 62 anni, autista di mezzi pesanti.
Il primo è stato, inoltre, segnalato per furto di gasolio proprio ai danni dell’azienda per la quale lavora. I due circolavano solitamente con la Giulietta senza targa, sostituita da un cartoncino, e con la Jeep e la Fiat 500, queste ultime munite di targhe tedesche scadute, sulle quali sono in corso accertamenti. Questo particolare farebbe presupporre agli investigatori che le auto fossero destinate al mercato estero. Due dei mezzi recuperati venivano custoditi, quando non utilizzati, in un magazzino di proprietà dello stesso G.L., mentre gli altri due veicoli sono stati trovati nella disponibilità di F.T.; tutti erano privi di assicurazione. I mezzi sono stati sequestrati e ora sono custoditi in un deposito giudiziario, in attesa delle decisioni della magistratura. I ruoli e la posizione dei due indagati dovranno ancora essere chiariti dal prosieguo delle indagini.
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