Ritrovato il Cristo rubato «Un furto finito male»

La statua sparita a Rocca San Giovanni un mese fa ricompare tra gli scogli a San Vito Avvistata da un sub di Lanciano: «Sembrava la coppa del mondo». Oggi la riconsegna
SAN VITO CHIETINO. La comunità di Vallevò non aveva mai perso la speranza di ritrovare il suo Cristo degli Abissi. E ora può gioire perché la statua, sparita un mese fa dopo aver passato 24 anni nei fondali di Rocca San Giovanni, potrà tornare al suo posto, pronta a benedire e abbracciare i pescatori e tutta gli amanti del mare. È stata ritrovata ieri mattina, attorno alle 8,30 a San Vito, vicino alla scogliera davanti allo stabilimento Esperia. Come era finita a San Vito non si sa: l’ipotesi dei carabinieri è quella di un furto finito male.
A scorgere tra gli scogli l’opera del maestro Vito Pancella è stato Luigi Morgione di Lanciano, sub per passione che si era tuffato per pescare: «Ero sott’acqua, vicino alla scogliera, lato terra», racconta Morgione, «e ho notato qualcosa tra gli scogli a circa tre metri di profondità. Mi sembrava la coppa del mondo: riuscivo a vederne solo un pezzo perché il resto era incastrato tra gli scogli e coperto da molluschi. Mi sono avvicinato per vedere meglio perché l’acqua era torbida e ho subito riconosciuto il Cristo degli abissi. Sono riemerso e ho chiamato un amico che era sul porto per far avvisare i carabinieri e poterla recuperare». Morgione ha chiamato Gianfranco Masciangelo, arrivato alla scogliera con un moscone del lido Esperia dopo che carabinieri e capitaneria hanno autorizzato il recupero. In spiaggia attorno alla statua di bronzo, alta 73 centimetri e dal peso di 15 chili si è subito radunata una folla di curiosi. Poi sono arrivati anche il sindaco di Rocca San Giovanni Gianni Di Rito e i sub dell’associazione Orsa Minore che ne avevano scoperto e denunciato il furto. Il 4 giugno scorso, infatti, alcuni sub si erano immersi per le operazioni di pulizia e manutenzione della statua, ma non l’avevano trovata. Si erano rivolti così a carabinieri e capitaneria. L’ipotesi fatta anche dai militari inizialmente era che la statua potesse essere stata rubata e destinata al mercato nero delle opere d’arte oppure che potesse essere stata fusa. «Sono contentissimo che la statua sia stata ritrovata», dice Andrea Monaco, presidente Orsa Minore, «e che era a San Vito fa pensare che era stata rubata e poi abbandonata in mare. Toccherà ai carabinieri far luce sula vicenda». Altri avevano pensato a un atto vandalico, ipotesi poi scartata. Si era pensato anche a un possibile distacco a causa delle correnti: la statua, quando fu ricollocata sul basamento il 5 agosto 2017 dopo la manutenzione fatta in superficie, potrebbe non essere stata ancorata bene ma questa eventualità era stata scartata dall’associazione Orsa Minore: se la statua si fosse staccata, visto il peso, sarebbe rimasta a terra e si sarebbe insabbiata. Poi sul basamento era stata trovata una rete per coprire il vuoto bianco e i perni erano privi di viti.
«L’ipotesi del furto finito male resta», dice il maggiore della compagnia di Ortona, Roberto Ragucci, «anche secondo il Nucleo carabinieri subacquei di Pescara, chiamati per scandagliare bene il fondale e cercare indizi con attrezzature specifiche, un distacco a causa delle correnti era assai remoto».
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