Rocca, preoccupa la nuova frana al castello

16 Febbraio 2021

Sopralluogo nella zona del monumento. Il sindaco: «È sulla strada principale che porta al maniero»

ROCCASCALEGNA. A distanza di sei anni torna a franare la roccia sotto il castello di Roccascalegna. Era il 15 marzo 2015 quando crollò il costone sotto la chiesa medievale. A pochi giorni da quella ricorrenza, il piccolo borgo dell’Aventino registra una nuova emergenza. Sabato notte, intorno alle 23, un pezzo di roccia si è staccato lungo il percorso che porta all’antico maniero celebrato anche da cinema e televisione. A fare da barriera all’enorme masso, evitando che precipitasse sulla strada, è stato il muro di una casa di proprietà comunale. E altre pietre, larghe un metro, un metro e mezzo, si sono staccate e sono state bloccate da alcune piante.
«Il fronte della frana è ampio una decina di metri», spiega il sindaco Domenico Giangiordano, «niente a che vedere con quella di sei anni fa, eppure ci preoccupa di più perché è avvenuta sulla strada che porta al castello medievale. Si tratta del percorso principale, lo scorso anno è stata rifatta anche la pavimentazione e vi sono nate diverse attività commerciali, dal birrificio al negozietto di oggettistica al bed&breakfast. Rischia di incidere su tutto il lavoro fatto in chiave turistica negli ultimi sette anni. Mi auguro che si possa risolvere tutto prima dell’estate».
Il Comune si è messo all’opera già da domenica mattina, quando il crollo è stato scoperto. Il sindaco ha informato il Genio civile, la Protezione civile e la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo. I tecnici sono attesi per un sopralluogo d’urgenza, che potrebbe esserci oggi stesso. Da domenica, con l’entrata in vigore della zona rossa, il castello medievale è chiuso, ma fino al giorno prima era aperto per le visite su prenotazione. Il primo cittadino ha scritto anche a Dario Franceschini, riconfermato nell’incarico di ministro per i beni e le attività culturali nel governo Draghi: «L’ho incontrata un paio di volte di persona e so che tiene al patrimonio italiano. Abbiamo avuto un crollo che forse fermerà la riapertura del nostro castello. In un paese di mille anime, in un anno hanno aperto 19 attività legate al turismo e siamo presi ad esempio in tutta la regione. Anche una parola di conforto ci farebbe piacere, ma sopratutto se prendesse a cuore la nostra realtà». La nuova frana arriva nel momento in cui Roccascalegna stava per mettere un punto all’emergenza di sei anni fa. Nei giorni scorsi in paese c’è stato un sopralluogo della Soprintendenza per la progettazione del restauro della chiesa di San Pietro, ai piedi del castello, rimasta chiusa dopo la frana del 2015.
«Sono terminati i lavori per la messa in sicurezza del costone franato», dice il sindaco Giangiordano, «e deve iniziare il restauro della chiesa. Ci sono stati danni, crepe, anche al suo interno, ma è l’occasione per darle nuovo vigore estetico e riportare alla luce alcuni affreschi. Il funzionario architetto Aldo Giorgio Pezzi e l’architetto incaricato Sandro Bonetti ci hanno rassicurato che entro fine anno potremo tornare ad usufruire di questo gioiello». Adesso, però, servono fondi per sistemare la nuova frana. «Mi appello alla politica abruzzese», chiude Giangiordano, «che prende spesso come simbolo regionale il castello di Roccascalegna: ora ci serve una mano».
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