Roccella: «La famiglia del bosco deve essere riunita in tempi brevi»

Prima tappa nella casa famiglia di Vasto (senza incontrare bimbi e genitori), poi ad Atessa.
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VASTO
Toccata e fuga della ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, nella casa famiglia di Vasto dove sono ospitati dallo scorso novembre i tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la coppia anglo-australiana cui è stata sospesa la responsabilità genitoriale e da mesi al centro di un dibattito politico-giudiziario.
La rappresentante del governo Meloni non ha voluto incontrare né i piccoli ospiti né i loro genitori.
«Vogliamo ricreare un clima di fiducia nei confronti del sistema affido» le sue parole al termine della visita a Vasto.
«Perché negli ultimi tempi» ha aggiunto «è molto cresciuto, anche intorno al caso dei bambini Trevallion, ma non solo, un clima di sfiducia nei confronti del sistema affido che, invece, è un sistema importante per la tutela dei minori».
Durante la visita, la ministra ha incontrato i responsabili della struttura.
Poco dopo è partita alla volta dell’ospedale di Atessa per visitare il reparto di Neuropsichiatria infantile diretto dal medico specialista Riccardo Alessandrelli.
«Non ho visto i bambini, non sono qui per entrare nel caso della famiglia del bosco» ha chiarito Roccella all’uscita dalla struttura vastese «non ho voluto vedere i bimbi né i genitori. Ho voluto parlare con gli operatori e sottoporre anche a loro questo problema: il fatto che, in particolare questo caso, ha alimentato e aumentato un clima di mancanza di fiducia e di sospetto. I servizi sociali servono a sostenere le famiglie, a sostenere le situazioni di difficoltà. Il governo non è entrato a gamba tesa sul problema. Ognuno ha detto quello che pensava sul caso, come tutti gli italiani» ha aggiunto la ministra «c’è stato un grande dibattito, è normale che ci sia. Ora vado ad Atessa dalla Asl e dal dottor Alessandrelli. Lui si è sempre espresso in maniera molto chiara. È importante sentire non solo i servizi sociali ma anche la Asl. Il sistema dovrebbe essere più aperto, più trasparente».
A proposito del libro da poco pubblicato da Catherine Birmingham, la ministra ha detto di volerlo leggere.
«Mi piace leggere, quindi lo leggerò», le sue dichiarazioni.
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