Rogo dei capannoni, Cgil chiede controlli

6 Gennaio 2019

SAN SALVO . Dopo giorni di lavoro i vigili del fuoco sono riusciti a domare anche la miriade di focolai che ha continuato a bruciare nei capannoni devastati dall’incendio di Capodanno nella zona...

SAN SALVO . Dopo giorni di lavoro i vigili del fuoco sono riusciti a domare anche la miriade di focolai che ha continuato a bruciare nei capannoni devastati dall’incendio di Capodanno nella zona industriale di San Salvo. Il rogo ha distrutto due capannoni industriali. Resta ancora un mistero la causa. In tanti pensano a un rogo doloso. Le fiamme sono partite dall’esterno. Difficile che ad alimentarle possa essere stato un corto circuito. Manca tuttavia l’ufficialità da parte dei carabinieri. Anche il Comune aspetta una risposta ufficiale. Il Pd di San Salvo, con il segretario Gennaro Luciano e Antonio Boschetti, lamentano di essere stati esclusi dal tavolo tecnico organizzato dal Comune con Arta e Asl. Il Pd invoca un coinvolgimento maggiore su una vicenda che ha sconvolto l’intera città. Anche la Cgil chiede più chiarezza e lo fa con una nota firmata dal segretario provinciale Carmine Torricella. «Il devastante incendio», scrive Torricella, «ha creato notevoli difficoltà ai lavoratori delle aziende situate nelle immediate vicinanze del disastro. Moltissime sono le segnalazioni giunte alla Cgil, da parte sia dei lavoratori che dei proprietari di aziende che, a causa dei fumi, hanno lamentato notevoli fastidi e disturbi o addirittura sono stati costretti a interrompere le attività lavorative a causa delle nube di fumo acre e pungente. Emergono situazioni a dir poco allarmanti sul fatto che la copertura dei capannoni incendiati fosse costruita in cemento-amianto». La Cgil, al di la delle rassicurazioni arrivate da palazzo di città ha richiesto quindi un incontro urgente al fine di conoscere le risultanze delle verifiche ambientali effettuate. «È interesse del sindacato», conclude Torricella, «conoscere se vi possano essere o meno effetti sull’intero territorio, soprattutto per chi è venuto a contatto, con i miasmi dell’incendio». (p.c.)