Rogo di auto, paura allo Scalo

11 Marzo 2017

L’ombra del piromane dietro l’ennesimo incendio sotto i palazzi di via Amiterno

CHIETI. «Abbiamo sentito prima un’esplosione. Subito dopo un’altra. E siamo scesi immediatamente sotto casa per vedere cosa fosse successo». A parlare è Lorella Tacconelli, che abita nella quinta palazzina di via Amiterno. Erano quasi le cinque di mattina quando nel parcheggio condominiale sono andate a fuoco due auto, una Fiat Cinquecento bianca, nuovo modello, e una Citroën C 1 rossa, di proprietà di una 50enne. Stando a quanto si è appreso, l’incendio sarebbe scaturito dalla Citroën e si sarebbe innescato all’interno del cofano avvolgendo il vano motore, per poi raggiungere l’abitacolo, distruggendolo. Il boato udito dai residenti, dunque, è dipeso dall’esplosione dei vetri delle vetture, completamente carbonizzate. Ma nelle fiamme sono rimaste coinvolte altre due automobili, parcheggiate accanto: una Fiat Panda di proprietà proprio di Tacconelli e una Fiat Punto. Ambedue le vetture hanno subito danneggiamenti sulle fiancate adiacenti alle due auto distrutte. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco, due pattuglie della polizia e della scientifica, che ha repertato tutto quanto potrà essere utile a individuare le cause dell’incendio. Non si esclude la natura dolosa del rogo, anche se non sono stati ritrovati, al momento, elementi che ne possano dare immediato riscontro. Le indagini, in ogni caso, sono in corso: «Appena ci siamo affacciati, alla prima esplosione, abbiamo visto le fiamme. Poi i vigili del fuoco sono arrivati subito, contattati da una residente» continua Tacconelli. La normalità è tornata intorno alle 6,30, ma su quel tratto di via Amiterno, intanto, restano l’asfalto annerito e i rami di un albero andati in fumo.

È SUCCESSO DI NUOVO. «Abbiamo sentito degli scoppi. Ci siamo affacciati al balcone e abbiamo visto le fiamme divampare verso l’alto. Sono stati attimi di paura». Questo il racconto, non dissimile dall’ultimo, di altri residenti, quando in via Atri, ex Caduti sul Lavoro, non lontano da via Amiterno il due febbraio intorno alle 4,30 andarono in fiamme altre due auto. In quel caso fu coinvolta una Fiat Punto grigia parcheggiata di fronte al civico 10, all’interno del parcheggio condominiale: «Ci siamo spaventati molto. Anche perché a pochi metri dall’incendio ci sono i contatori del gas del palazzo» continuavano i residenti «le fiamme sono poi divampate verso il cielo andando ad avvolgere anche un pino e toccando un cavo della luce». Tra le fiamme capitò anche una Fiat Fiesta posteggiata accanto alla Punto. Entrambe le automobili appartenevano a due residenti del civico 10. Tempestivo anche in quel caso l’intervento dei vigili del fuoco, che operarono non senza difficoltà, a causa della mancanza di fornitura idrica nella zona anche durante le ore notturne: «Sono arrivati intorno alle cinque meno venti, mettendo in sicurezza l’area e domando le fiamme», dicevano altri del quartiere che chiamarono i soccorsi. Dopo gli interventi iniziali i vigili avrebbero scoperto la causa principale del rogo: un corto circuito che si sarebbe innescato all’interno della Fiat Punto. Il 20 febbraio, nel giro di venti ore, altre tre auto presero fuoco sempre allo Scalo. La prima, una Opel Corsa di proprietà di un teatino residente della zona, si incendiò nella notte, verso le 4. L’auto era parcheggiata lungo via Amiterno all’altezza del numero civico 126. Secondo i vigili del fuoco, le cause del rogo non sarebbero state di natura dolosa. Anche in questo caso, sarebbe stato un semplice cortocircuito a innescare l’incendio che distrusse l’auto. Nella serata del 19, invece, qualche minuto dopo le 20 altre due auto sono andate a fuoco e alle 20.30 scattò l’allarme. Questa volta le due macchine erano parcheggiate all’interno di un garage di viale Abruzzo. Fu sempre un cortocircuito la causa dell’incendio.

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