Rogo, la Asl preleva frutta e verdura

Analisi anche sugli ortaggi dopo la riunione affollata dai cittadini a Colle Marcone con tre sindaci sulle spine
CHIETI. L’emergenza rogo non è finita.La Asl ha prelevato campioni di frutta e verdura nella zona della discarica incendiata. Cerca sostanze tossiche come diossina e benzene. Il sindaco Umberto Di Primio è stato avvisato all’indomani dell’affollata riunione con i residenti di colle Marcone, colle Cucco e colle Sant’Antonio, nel piazzale della frazione, a cui ha perso parte con i sindaci, di Bucchianico, Gianluca De Leonardis, e Casalincontrada, Vincenzo Mammarella. L’incontro è stato organizzato dall’associazione Amici del colle, presieduta da Marcello Marino, e ha visto la partecipazione di oltre 200 persone. I residenti della zona hanno innanzitutto chiesto lumi su come affrontare l’emergenza. L’area è prevalentemente agricola e, dunque, le prime domande sono state sui prodotti della terra: «Fateci sapere», hanno chiesto, «se quello che coltiviamo si può continuare a mangiare, pur con le dovute attenzioni». Hanno chiesto, inoltre, date e tempi certi sullo sgombero di quanto resta nella discarica bruciata nella notte tra sabato e domenica scorsi. La paura è che basti una semplice giornata di maltempo, con pioggia o anche solo vento forte, per far spargere tutte le sostanze bruciate dalle fiamme rimaste nella discarica. Il sindaco Di Primio ha risposto annunciando di aver contattato una quotata ditta che si occupa di pronto intervento ecologico per la bonifica, la Real Service di Porto Marghera. Il sindaco ha, inoltre, chiuso l’assemblea con la promessa di riunire nuovamente tutti i cittadini interessati tra tre settimane per fare con loro il punto della situazione. Finiti i dubbi e le domande su come gestire l’emergenza, sullo sfondo sono rimasti i quesiti del perché si sia potuto arrivare a questa situazione. L’assemblea si è accesa proprio sulle cause di quello che è stato definito come una sorta di “cortocircuito tra istituzioni” che ha fatto sì che nessuno provvedesse alla messa in sicurezza e tanto meno alla bonifica dell’area. Ma a calmare le acque ci ha pensato proprio l’unico che, con le sua denuncia, si è dato da fare per sollevare il problema. Gianni Aceto, l’estensore dell’esposto in prefettura sulle sorti della discarica, ha infatti richiamato tutti alle proprie responsabilità, perché se è vero che le istituzioni si sono rimpallate le proprie, anche i residenti della zona, che pure sapevano dell’esistenza della discarica, non hanno fatto nulla per denunciarne la presenza. Con un’unica eccezione, la sua ovviamente. «Credo», ha detto Aceto, «che la questione delle responsabilità debba per il momento essere messa in secondo piano. D’altronde c’è la magistratura che sta facendo il suo percorso e speriamo che arrivi presto a dirci qualcosa. Ma ritengo che, al momento, la questione più importante sia arrivare subito alla bonifica del sito e ad avere certezze su cosa stiamo respirando e cosa stiamo mangiando. E questo ce lo devono dire le analisi dell’Arta». E da oggi anche la Asl che ha avviato le analisi sun decine di campioni prelevati negli ultimi due giorni. Agli esparti chiediamo: fate presto a rassicurarci.

