«Rogo ulivi, mio figlio non c’entra»

5 Novembre 2015

Roccamontepiano, la madre di Malandra: condannato per un solo episodio

CHIETI. «Non è stato mio figlio il piromane degli uliveti a Roccamontapiano. Lui è stato condannato solo per un incendio, quello di 40metri quadrati di terreno dove sono andate bruciate solo sterpaglie». Sabina D’Arcangelo, la madre di Gialuigi Malandra, 24 anni, di Casalincontrada, condannato il 27 ottobre, dal tribunale di Chieti, a 3 anni per incendio doloso, rogo appiccato il 21 luglio del 2012, vuole ristabilire la verità sul figlio.

«L’incendio per il quale è stato condannato Gianluigi è quello del 21 luglio, lo hanno detto anche i testimoni che sono venuti in aula. Gli altri incendi, quelli che hanno interessato Roccamontepiano, dal 13 al 16 luglio, quando sono andati a fuoco terreni coltivati a uliveto, in contrada Reginaldo, sono stati provocati da altri non da mio figlio che non c’entra nulla». Infatti sembra che i responsabili siano stati già individuati.

La madre di Malandra tiene a fare questa precisazione perché in paese dopo la condanna di qualche giorno fa, si è scatenata la convinzione che il giovane, all’epoca dei fatti 21enne, si sarebbe reso responsabile anche di altri incendi, precedenti a quello del 21 luglio, che avrebbero infiammato le notti roccolane, il giovane, dice la madre, è diventato capro espiatorio di fatti che invece avrebbero altri autori. Del resto era quello che era venuto fuori nell’immediatezza dell’arresto del giovane la mattina del 21 luglio di 3 anni fa, quando andarono a fuoco solamente delle sterpaglie. Siccome nei giorni precedenti c’erano stati altri incendi, si sospettava che il giovane si fosse reso responsabile anche di quelli. Ma poi durante le indagini condotte dai carabinieri e seguite all’arresto di Malandra si è ha appreso che il giovane aveva dato fuoco solo a un mucchio di sterpaglie il giorno 21 luglio del 2012.

La condanna firmata dal giudice monocratico Isabella Allieri è stata comunque pesante. Assistito dall’avvocato Sonia Scioli, una volta conosciute le motivazioni della sentenza Malandra presenterà ricorso alla corte di appello dell’Aquila.