«Ronde, telecamere e vertice col prefetto»

18 Novembre 2018

Furti e violenze: è allarme sicurezza. L’opposizione consiliare chiede l’intervento del Comune

SAN VITO CHIETINO . Ronde a Sant’Apollinare, richiesta al prefetto della convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e installazione delle telecamere almeno agli ingressi di Paese, Marina e Sant’Apollinare. Sono le richieste dell’opposizione, Nuova Alleanza per San Vito e Viviamo San Vito, all’amministrazione Bozzelli. Dopo la violenza sessuale avvenuta sulla spiaggia di Cintioni da parte di un somalo su una 68enne, i furti nelle abitazioni sia in paese (come quella ai danni del presidente Citra Valentino Di Campli) che a Sant’Apollinare e altri gravi episodi, i cittadini, come rilevato dalle opposizioni, chiedono l’intervento del Comune. «È urgente che il sindaco chieda al prefetto la convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica», dice Nuova Alleanza, «alla luce di episodi criminosi che avvengono da luglio 2017, dall’esplosione del bancomat della Carichieti alla marina dove a novembre 2017 c’è stata la rapina, la terza, all’ufficio postale». L’elenco continua con il bancomat fatto saltare il 24 marzo scorso alla Bper del paese e, due giorni dopo la rapina a Domenico Iezzi a cui è stato mozzato un dito (e su cui si sta ancora indagando). E poi gli atti osceni del somalo prima della violenza e i furti. «Le telecamere potevano essere montate perché un progetto già c’era», chiude Nuova Alleanza.
«Avevamo già chiesto a marzo e prima ancora a novembre con una mozione al sindaco», ricorda Enzo Altobelli di Viviamo San Vito «di incontrare subito il prefetto e completare il progetto di videosorveglianza. È trascorso un anno e non è stato fatto. In campagna elettorale Svbc ha detto di essere brava a intercettare i fondi e invece non sono arrivati per la videosorveglianza. Si possono reperire rivedendo la priorità degli investimenti. Le telecamere sono un deterrente e aiutano le indagini. Nella rapina di Lanciano le forze dell’ordine grazie anche ai filmati delle telecamere di ingresso alla città sono risaliti alle auto e ai banditi. A Sant’Apollinare sono ripresi i furti e i cittadini pensano di riprendere le ronde».
«Siamo stati ammessi al progetto ma non finanziati», risponde San Vito Bene Comune. «I fondi sono stati assegnati ai primi 428 Comuni, noi siamo 1.489. Le telecamere già presenti sul territorio, 3 attive, verranno implementate ed adeguate in base ai luoghi ad alto indice di delittuosità. È impossibile economicamente ma anche dal punto di vista della legge sulla privacy installare telecamere ovunque sul territorio come richiesto dal populismo delle minoranze, che va ricordato non hanno finanziato niente in questi ultimi 25 anni. Sono attive 4 foto trappole sul territorio per la prevenzione. Infine ci sono le telecamere private a disposizione delle forze dell’ordine».
Teresa Di Rocco
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