Rosato: imposte diversificate tra grandi e piccoli comuni

5 Marzo 2019

TARANTA PELIGNA. «Perché il piccolo negozio di Taranta Peligna deve avere le stesse imposte del negozio che ha uno spazio a Megalò?»: è quanto domanda Gian Paolo Rosato, assessore comunale di...

TARANTA PELIGNA. «Perché il piccolo negozio di Taranta Peligna deve avere le stesse imposte del negozio che ha uno spazio a Megalò?»: è quanto domanda Gian Paolo Rosato, assessore comunale di Taranta e coordinatore Anci Giovani Abruzzo. «Più che la fatturazione elettronica, se veramente si vuole dare una chance di sopravvivenza alle botteghe di paese bisogna pensare a un’imposta unica forfettaria» sostiene Rosato che aggiunge: «La fatturazione elettronica, così come ha denunciato l’Unicem (Unione nazionale comuni comunità enti montani, ndc) rappresenta un ulteriore aggravio burocratico alla già precaria sopravvivenza dei negozi di montagna. È necessario andare nella direzione opposta della semplificazione, pensando a una fiscalità differenziata per gli esercizi commerciali e le aziende attive nelle aree alpine e appenniniche. Si tratterebbe dell’unico sistema per fronteggiare la progressiva desertificazione commerciale di questi territori».
Il 10% dei comuni italiani soffre di desertificazione commerciale. Lo rilevano i dati resi disponibili dall’Istat in occasione del bando 2017 per finanziamenti di iniziative a sostegno delle attività commerciali nei comuni montani. Quasi tutti si trovano sulle Alpi o sugli Appennini. In Abruzzo, i dati dell’Osservatorio regionale della montagna parlano chiaro: la Regione è a due velocità, le aree costiere e quelle interne. Di quest’ultime, quelle prettamente montane rappresentano le maggiori criticità anche se in contrasto con le eccellenze locali: turismo di nicchia, artigianato e tipicità dei prodotti. Vivere in montagna vuol dire appartenere quasi a un enclave a un gruppo ristretto perché bisogna fare i conti con una spopolamento dei paesi, da un progressivo invecchiamento della popolazione e da una scarsa presenza di alcuni tipi di servizi pubblici e commerciali, oltre alla viabilità pessima e al divario di reddito rispetto alle altre zone d’Abruzzo.
Alcuni sono i piccoli paesi montani senza negozi, diversi quelli con uno o al massimo due attività commerciali: luoghi di aggregazione prima ancora che di acquisto. (m.d.n.)
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