Royalties, Castaldi boccia Desiati

Soldi ai Comuni dal petrolio. Il senatore: no di M5S alle trivellazioni in Adriatico
VASTO. «Non vogliamo subire definitive e nefaste decisioni, continueremo a dire no alle estrazioni petrolifere senza se e senza ma e con tutti i mezzi a disposizione». Gianluca Castaldi, senatore del Movimento 5 Stelle, manifesta il suo disaccordo alla proposta lanciata da Massimo Desiati, candidato sindaco dell’intergruppo consiliare “Vasto 2016”, di riconoscere le royalties ai Comuni per abbattere le imposte locali a carico di famiglie ed aziende.
«Il territorio della costa teatina, e in generale quello dell’intero Abruzzo, sono caratterizzati dalla presenza di tre parchi nazionali ed uno regionale, oltre che di una zona costiera assolutamente invidiata e ricca di risorse», osserva Castaldi, «tali caratteristiche territoriali hanno permesso un forte sviluppo del turismo, dell’artigianato, della pesca, dell’agroalimentare e di tutte le attività indotte e connesse. Il rilascio della concessione di coltivazione di idrocarburi causerebbe gravi motivi di pregiudizio per aree ad alto valore ambientale o archeologico-monumentale: che ne facciamo delle royalties dopo che i nostri patrimoni di “beni comuni” verranno irrimediabilmente compromessi?».
Per il portavoce del Movimento 5 Stelle al Senato «la politica deve continuare a combattere senza soste e con tutte le forme possibili: come M5S siamo e resteremo in prima linea per non compromettere la realizzazione di un sistema regionale integrato “mare-montagna” di sviluppo economico e sociale sostenibile, verso il quale la stragrande maggioranza dei cittadini è favorevole. Le norme che regolano lo sfruttamento degli idrocarburi vanno adeguate alle nuove e altamente impattanti tecniche di perforazione oggi in uso», aggiunge il senatore pentastellato, «si tratta di tecniche che, grazie alla possibilità di ricorrere all’uso di isotopi radioattivi e di centinaia di composti chimici, con l’aggiunta di acqua ad altissima pressione, consentono di raggiungere profondità che fino a ieri, con le sole tecniche a rotazione e percussione, non era pensabile ottenere». (a.b.)
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