Rsa e Ra, l’appello alla Regione: «Più investimenti per gli anziani»

Riunione di Confindustria con le imprese dell’assistenza sul Piano di riorganizzazione territoriale Il presidente Monteferrante: rendere più efficiente la rete, tariffe delle prestazioni invariate dal 2002
CHIETI. Confronto di idee e condivisione di strategie per affrontare il futuro garantendo efficacia dei servizi e rispetto della dignità e dei bisogni assistenziali dei più fragili, salvaguardando la sostenibilità economica dell’impresa: questo l’obiettivo della riunione che ha visto la massiccia partecipazione delle aziende che si occupano di cura e assistenza agli anziani in Abruzzo.
Il giudizio degli imprenditori sul Piano di riorganizzazione della rete territoriale è complessivamente positivo, e l’auspicio è che le azioni pianificate offrano davvero una migliore sinergia tra i diversi presidi, nell’ottica della semplificazione e dell’efficientamento dei percorsi di cura. Tuttavia, è stato giudicato ancora insufficiente l’intervento nell’area anziani, dove la rete di offerta di Rsa e Ra è rimasta sostanzialmente invariata dal 2000 ad oggi, con risorse immutate malgrado il progressivo aumento dei costi di gestione, anche in ragione dei maggiori impegni richiesti dalla normativa nazionale e regionale.
«In diversi atti di programmazione del dipartimento Sanità», spiega il presidente della sezione Sanità di Confindustria Chieti-Pescara Antonio Monteferrante, «si profila la necessità di maggiori investimenti nell’area anziani, anche in relazione alle indicazioni provenienti dai tavoli di verifica ministeriale. Una opportunità in questo senso è rappresentata dal portare a massima efficienza l’attuale rete d’offerta di Rsa ed Ra, sfruttandone tutto il potenziale e non solo una parte, cioè finanziando l’intera capacità produttiva delle strutture erogatrici. Negli anni trascorsi, peraltro, il quadro normativo nazionale e regionale ha imposto maggiori oneri alle strutture», sottolinea Monteferrante, «richiedendo cospicui investimenti sul piano strutturale e un notevole ampliamento degli organici, il tutto a carico delle imprese. Di contro, le tariffe che remunerano le prestazioni da noi erogate sono invariate dal 2002».
La pandemica poi ha definitivamente indebolito le aziende del settore, «rischiando di provocare serie conseguenze sia sul piano dei livelli occupazionali, sia sulla sostenibilità stessa dell’intera rete di assistenza ad anziani e disabili», ricorda Monteferrante, «fortunatamente il nostro sistema sanitario ha retto alla prova, ma chiediamo interventi che siano risolutivi di quelle criticità che ci appaiono immutate. Investire nella rete territoriale significa anche e soprattutto garantire la sussistenza dell’attuale sistema di offerta che in Abruzzo», conclude il presidente della sezione Sanità, «è gestito da aziende private per una quota pari al 90%».(a.r.)
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