Ruba carrozzella in ospedale 38enne finisce a processo

CHIETI. Ruba in ospedale una sedia a rotelle, con tanto di dispositivo per l’ossigeno, e finisce sotto processo. Luca P., 38 anni, nato a Pescara ma residente a Chieti Scalo, è ora imputato con l’accu...
CHIETI. Ruba in ospedale una sedia a rotelle, con tanto di dispositivo per l’ossigeno, e finisce sotto processo. Luca P., 38 anni, nato a Pescara ma residente a Chieti Scalo, è ora imputato con l’accusa di furto aggravato.
L’episodio risale al 10 agosto dello scorso anno. L’uomo si trova al Santissima Annunziata perché l’anziana madre è ricoverata per gravi problemi di salute nel reparto di medicina generale. Quando la donna viene dimessa, il personale in servizio non trova più una sedia a rotelle. Tra l’altro, come spiegano medici e infermieri, si tratta di una carrozzella dal grande valore affettivo perché è stata regalata al reparto, qualche mese prima, da un paziente. La caposala avvisa il posto fisso di polizia dell’ospedale, che avvia immediatamente gli accertamenti. Tra i testimoni viene presa a verbale un’infermeria che casualmente il giorno del furto, mentre andava al lavoro, aveva notato Luca P. su un’autobus della linea 1 in compagnia della madre, che era seduta sulla sedia a rotelle appena portata via dall’ospedale. A distanza di qualche giorno, su disposizione del sostituto procuratore Giancarlo Ciani, gli agenti della squadra volante perquisiscono la casa dell’indagato, che vive in un palazzo popolare vicino alla stazione ferroviaria. Nell’appartamento la carrozzella non c’è. «L’ho tenuta a casa un paio di giorni», prova a giustificarsi Luca P. «Poi ho riconsegnato tutto all’ospedale, ma l’ufficio accettazione non mi ha rilasciato alcuna ricevuta. Vi giuro che è andata così». Inutile dire che la versione del 38enne non convince affatto i poliziotti. L’ipotesi è che l’uomo, già in passato finito più volte nei guai per motivi giudiziari e con problemi di tossicodipendenza, abbia rivenduto la sedia a rotelle per procurarsi i soldi necessari ad acquistare la droga. Fatto sta che il pm decide di citarlo a giudizio. Scatta anche l’aggravante perché il fatto è stato commesso in una struttura pubblica. Ieri è iniziato il processo davanti al giudice monocratico Andrea Di Berardino: la Asl Lanciano Vasto Chieti è parte offesa. A partire dalla prossima udienza verranno ascoltati i testimoni. (g.let.)

