Ruba i clienti alla sua ex azienda: accusato per le telefonate deviate

La scoperta della polizia: l’uomo con la compagna ha aperto un’impresa simile in provincia di Pescara Chiamate dirottate alla sua nuova ditta all’insaputa degli utenti. La coppia nei guai anche per furto
CHIETI . Rubava i clienti dell’ex azienda in cui lavorava attraverso un sofisticato sistema che deviava le telefonate. Quando gli utenti si rivolgevano alla ditta specializzata in installazione e manutenzione di sistemi di riscaldamento con sede nella zona industriale di Chieti, in realtà parlavano con un’analoga impresa insediata nel Pescarese. Ma ne erano del tutto inconsapevoli e ritenevano di rapportarsi con quella teatina.
A seguito di alcune denunce sporte dal titolare della ditta, che in un primo momento aveva supposto di aver subito una truffa da parte della compagnia telefonica, è emerso che lo stesso in realtà era stato vittima del reato di cognizione, interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni telefoniche da parte di un suo ex dipendente che, nel frattempo, aveva avviato una attività imprenditoriale analoga.
L’indagine, portata avanti dagli agenti della sezione Reati contro il patrimonio della squadra mobile di Chieti coordinati dal vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio e dal commissario Nicoletta Giuliante, ha fatto emergere che l’indagato, un 43enne pescarese, fosse perfettamente a conoscenza del funzionamento e delle caratteristiche tecniche del centralino telefonico in uso alla azienda in cui aveva lavorato. Faceva così in modo di dirottare le telefonate dei clienti sull’utenza della neo ditta. Questa era intestata alla compagna, una 42enne anche lei di Pescara.
Entrambi sono indagati anche quali autori, l’uomo proprio come esecutore materiale, del furto delle schede dei clienti e di alcuni documenti contabili sottratti alla società di Chieti in un periodo successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.
Prima che il titolare dell’azienda teatina si accorgesse di quello che stava accadendo, sono state centinaia le telefonate deviate. In un primo momento si era pensato ad un accesso abusivo al sistema informatico, reato per cui è competente la procura distrettuale dell’Aquila.
Poi è stato ricostruito come in realtà si trattasse di vere e proprie deviazioni di chiamate. La coppia, incensurata, ha ricevuto la notifica dell’avviso di conclusioni delle indagini emesso dal procuratore di Chieti, Lucia Anna Campo, che ha coordinato l’attività di indagine.
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