Rubano a un’anziana 2.400 euro, due falsi tecnici rinviati a giudizio

13 Luglio 2023

Con la scusa di verificare l’umidità nella casa di una 78enne hanno arraffato i soldi da un comodino Il furto nel centro storico della città. La fuga con l’aiuto di un complice che al momento è irreperibile

LANCIANO. Si erano introdotti con l'inganno nell'abitazione di un'anziana e, approfittando della sua buona fede, erano riusciti a portarle via una cospicua somma in denaro. Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Lanciano, Giovanni Nappi, ha rinviato a giudizio due pugliesi che, insieme a un terzo complice che si è reso irreperibile, sono ritenuti responsabili in concorso del reato di furto aggravato ai danni di una 78enne di Lanciano. Si tratta di Cesare Caravella, 53 anni, e Filippo Caravella, 21, entrambi di Molfetta e difesi dall'avvocato Angela Lanci. Il complice, Filippo Caravella, 50 anni e anch'egli di Molfetta, non è stato rintracciato e quindi non farà parte di questo procedimento.
I fatti contestati ai tre risalgono al 15 novembre del 2021. Secondo le indagini effettuate dal personale del commissariato di Lanciano, due degli imputati si erano introdotti all'interno dell'abitazione di M.L., all'epoca 78enne, nel centro storico di Lanciano, con il falso pretesto di dover controllare il livello di umidità sulle pareti. Approfittando della buona fede dell'anziana, che aveva aperto loro la porta e li aveva fatti entrare, i due erano riusciti ad impossessarsi della somma di 2.400 euro in contanti, custoditi in mezzo a un foglio di carta riposto nel comodino della camera da letto. Mentre uno dei due distraeva la proprietaria, l'altro era andato a rovistare in giro per casa alla ricerca, evidentemente, di denaro o preziosi. Una volta arraffato il "tesoretto", che l'anziana custodiva in casa, i due si erano dati alla fuga.
Ad attenderli, in auto, il complice 21enne che poco prima li aveva accompagnati a casa della vittima designata. I due imputati - la cui colpevolezza è ancora da dimostrare - compariranno davanti al giudice monocratico il 30 gennaio 2024.
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