Rubano gli orecchini della Madonna, presa coppia di ladri

Roccamontepiano, grazie alla targa fornita dai cittadini i carabinieri scoprono gli autori del furto sacrilego
ROCCAMONTEPIANO. Sono finiti in trappola i ladri che hanno rubato gli orecchini della statua della Madonna delle Grazie a Roccamontepiano. Li hanno incastrati i carabinieri, grazie alla collaborazione dei cittadini: una coppia residente in provincia di Macerata, lui un 46enne di origini marocchine e lei una 35enne campana, è stata denunciata con l’accusa di furto aggravato in concorso.
È il 3 ottobre scorso quando i fedeli si accorgono del colpo: i gioielli sono spariti dalla statua che si trova all’interno della chiesetta della Madonna delle Grazie. Un luogo di culto, scampato miracolosamente alla frana del 1765, al quale la comunità roccolana è molto legata. Il valore economico degli orecchini è irrisorio, perché si tratta di bigiotteria, ma è il furto sacrilego che colpisce tutto il paese. Le indagini dei militari della stazione di Casalincontrada, competenti per territorio, partono immediatamente. E i carabinieri ricevono subito la massima collaborazione da parte di tutti i residenti. È un cittadino a fornire il numero di targa di una macchina mai vista prima a Rocca, una Golf risultata intestata a una coppia di fuori regione che è stata notata aggirarsi lungo le vie del paese nel periodo del furto. A quel punto, gli investigatori mostrano le foto dei sospettati a più testimoni che, senza ombra di dubbio, riconoscono entrambi. I due ladri già in passato sono finiti nei guai per colpi analoghi compiuti non solo in Abruzzo ma anche nelle regioni limitrofe. Proseguono gli accertamenti per verificare se gli indagati siano coinvolti in altri furti sacrileghi in zona, come quello a Ripa Teatina nella chiesa dell’Immacolata.
Intanto il sindaco di Roccamontepiano, Adamo Carulli, si complimenta con i carabinieri: «La velocità con la quale è stato risolto il caso dimostra l’ottimo lavoro svolto dagli investigatori. Il controllo sociale è la prima arma per evitare che si verifichino le forme di reato più odiose, come i furti in appartamento. Per questo abbiamo creato anche due gruppi Whatsapp, con 250 numeri ciascuno, per dare informazioni utili ai cittadini e segnalare eventuali presenze sospette».

