Rubano nei negozi, è caccia alle ladre

Una donna e una ragazzina in azione allo Scalo: una finge di comprare, la minorenne arraffa soldi e carte di credito nei magazzini
CHIETI. Hanno colpito prima a Pescara e anche a Teramo e, adesso, stanno battendo a tappeto negozi e centri commerciali di Chieti Scalo: almeno 4 furti in pochi giorni. È caccia a una donna di circa 30-35 anni e a una ragazzina tra gli 11 e i 14 anni: sono loro le ladre che si presentano nelle attività commerciali con la scusa di comprare capi di abbigliamento e, invece, rubano soldi e carte di credito dalle borse delle commesse. Furti a ripetizione per poi andare a comprare vestiti firmati in altri negozi vicini. I carabinieri di Chieti Scalo hanno in mano le immagini delle ladre riprese dalle telecamere di sorveglianza di diversi esercizi commerciali ma, finora, nonostante le denunce e le descrizioni dei negozianti derubati, le due sono ancora introvabili: ci sono i volti ma senza i nomi e i cognomi.
Il copione dei furti è sempre lo stesso: la trentenne, italiana, entra nel negozio e si spaccia come mamma della ragazzina. Poi, finge di essere interessata a un articolo e inizia a chiedere informazioni alla commessa. E non si limita a parlare dei prodotti da acquistare: racconta di sé, quasi certamente inventando una storia che però all’apparenza può sembrare vera. Nell’ultimo caso, giovedì scorso, alla titolare di un negozio dello Scalo la donna ha detto di avere «31 anni» e di essere «mamma di 4 figli», di abitare «in via del Circuito a Pescara» con «il marito che lavora a Chieti Scalo». E lei avrebbe voluto fare «un regalo» proprio al marito. Un fiume di parole studiato a tavolino con un obiettivo: attirare l’attenzione su di sé, confondere la commessa e lasciare all’adolescente la possibilità di muoversi indisturbata nel negozio. In base alla ricostruzione dei carabinieri, sarebbe proprio la minorenne a infilarsi nei locali di servizio dei negozi alla ricerca di soldi e carte di credito.
La coppia non ruba mai la merce esposta nei negozi: punta a quello che c’è dentro le borse di titolari e dipendenti. Colpi da pochi minuti: una volta presi contanti e carte di credito, le due ladre inventano una scusa tipo «allora ripassiamo» ed escono fuori. E le due ladre hanno anche fretta di spendere: sanno che se non lo faranno subito quelle carte di credito potrebbero essere bloccate dai titolari e, allora, tutti i rischi corsi sarebbero stati vani. E così si precipitano a fare acquisti altrove, soprattutto nei centri commerciali vicini: le telecamere le hanno riprese al Megalò e anche al Centro d’Abruzzo di San Giovanni Teatino. E portano agli stessi centri commerciali anche i movimenti tracciati delle carte di credito: senza mostrare i documenti personali, come prevedono le norme, le ladre sono riuscite a fare compere spendendo centinaia di euro in vestiti griffati.
Ma, facendo acquisti, le ladre escono allo scoperto. In due modi: i derubati scoprono i furti grazie agli avvisi delle spese fatte con le loro carte di credito che arrivano sui cellulari via messaggio; le ladre sono riprese dalle telecamere interne e si sottopongono al rischio di essere riconosciute. Ma finora quelle immagini non hanno aiutato i carabinieri.
Il precedente di un mese fa nel centro di Pescara, al negozio di abbigliamento Le Magie in corso Vittorio Emanuele, è un colpo fotocopia anche se in quel caso erano entrate in azione due donne insieme a due ragazzine: il gruppetto era riuscito a rubare, dalla borsetta della commerciante, il portafogli con diverse centinaia di euro, la carta di credito e una pochette con i trucchi e due anelli con brillanti. Un furto durato appena 4 minuti e dal valore di circa 5mila euro. La commerciante aveva scoperto di essere stata derubata circa un’ora dopo quando, cercando il portafogli, non era più riuscita a trovarlo. Troppo tardi: in quell’ora le ladre avevano fatto già shopping nei negozi del centro commerciale Delfino, a Pescara Nord. Anche in quel caso, le donne erano state riprese dalle telecamere e la commerciante le aveva riconosciute.
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