Rubano una borsa durante un ricevimento e fanno prelievi al bancomat per oltre 1.500 euro: nei guai due uomini

Si tratta di un 26enne e di un 52enne residenti in provincia di Pescara. Sono accusati di furto aggravato in concorso e indebito utilizzo di strumenti di pagamento elettronici
MIGLIANICO. I carabinieri di Miglianico hanno eseguito l’Ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 26enne e di un 52enne residenti in provincia di Pescara, indagati per furto aggravato in concorso e indebito utilizzo di strumenti di pagamento elettronici. I fatti risalgono al 21 giugno 2026 quando una coppia residente nella provincia di Chieti denunciava ai carabinieri di Miglianico che dopo aver partecipato ad un ricevimento presso un ristorante del posto, dove avevano lasciato la propria autovettura in sosta all’interno del parcheggio della struttura, constatavano che previa effrazione di un deflettore del veicolo, gli era stata asportata una borsa con all’interno effetti personali e le carte Postepay, poi indebitamente utilizzate per effettuare diversi prelievi bancomat e acquisti, per un valore complessivo di oltre 1500 euro.
Al fine di individuare gli autori, i militari dell’Arma hanno acquisito e analizzato le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti sia nell’area del luogo dove si era consumato il furto, sia nei luoghi in cui risultavano effettuate le transazioni indebite. Gli accertamenti investigativi sono stati indirizzati, di conseguenza, all’identificazione dei soggetti ripresi dai sistemi di videosorveglianza e mediante comparazione dei fotogrammi estratti con i cartellini segnaletici presenti nelle banche dati delle Forze dell’Ordine è stato possibile attribuire l’identità dei soggetti, già noti per precedenti specifici per reati contro il patrimonio.
In relazione agli elementi emersi in fase investigativa, il gip di Chieti ha ritenuto di accogliere la proposta di misura cautelare avanzata dalla procura della Repubblica, ritenendo concreto il pericolo che gli indagati commettessero reati della stessa specie di quelli per cui si è proceduto. E così i due uomini sono stati posti ai domiciliari con divieto di comunicare, anche a distanza, con persone diverse da quelle che con loro coabitano, presso i rispettivi domicili.
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