Rubate due betoniere alla ditta di calcestruzzi

Torna in azione la gang dei furti di veicoli pesanti in aziende e cantieri edili Il valore commerciale dei mezzi è di 300mila euro. Indagini dei carabinieri
CUPELLO. Brutta sorpresa nel cantiere di contrada Bufalara della Betonram srl, azienda pugliese specializzata nel movimento terra, calce, calcestruzzi e prefabbricati per l’edilizia. La notte fra martedì e mercoledì i ladri sono entrati nel del cantiere e hanno portato via due betoniere. Valore commerciale: 300 mila euro. La fuga è stata rapida e facile. Il cantiere è a ridosso della statale Trignina. Allontanarsi con la refurtiva, per la gang è stato un gioco da ragazzi. Con la stessa tecnica 50 giorni fa erano stati rubati due Tir alla Pilkington (uno carico di lastre di vetro per auto), la multinazionale che produce parabrezza e finestrini nello stabilimento di Piana Sant’Angelo.
I ladri in trasferta sono entrati in azione attorno alle 5 del mattino raggiungendo la zona a bordo di un’auto. Due componenti la banda sono entrati nel piazzale in cui erano parcheggiati i camion, le betoniere e i mezzi da lavoro. Poco dopo sono fuggiti con i due mezzi diretti probabilmente verso sud. La Betonram ha la sede legale a Manfredonia (Foggia). Non è escluso che i ladri siano arrivati dalla stessa zona. Sull’episodio indagano i carabinieri della caserma di Cupello e i loro colleghi della compagnia di Vasto, coordinati dal comandante del nucleo operativo e radiomobile, il tenente Domenico Fiorini. Gli investigatori hanno compiuto un sopralluogo nel cantiere cercando di trovare indizi utili all0identificazione della gang.
I raid ai danni delle imprese e delle industrie del Vastese stanno purtroppo aumentando. Una settimana fa i ladri hanno rubato due furgoni all’azienda Tessitore. Da inizio anno sono diversi i furti nei cantieri. Attorno al settore edile c’è un traffico internazionale. La prova è arrivata qualche mese fa dalla scoperta fatta dai carabinieri. Una gru Masherman di 2 milioni di euro rubata a un imprenditore di Monteodorisio è stata ritrovata in Egitto: era stata acquistata in Libia da un ignaro imprenditore egiziano che non ha mai potuto usarla perché incompleta e priva degli ancoraggi. Il fatto è stato scoperto perché l’imprenditore ha chiesto paradossalmente al derubato di acquistare i pezzi mancanti da lui. Le forze dell’ordine e un investigatore hanno scoperto che la gru era stata trasferita prima al porto di Salerno poi a Civitavecchia.
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