Rubato in ospedale un pc con dati sensibili

Un ladro entra nella stanza del primario di Radiologia e porta via un MacBook: ora indaga la polizia
CHIETI. È entrato nella stanza del primario Massimo Caulo e ha rubato un computer portatile che contiene dati sensibili dei pazienti. La polizia indaga per dare un volto al ladro che, due giorni fa, ha colpito nell’Istituto di Radiologia di Chieti, al quinto livello dell’ospedale Santissima Annunziata. Il MacBook Pro sparito è di un ricercatore che si è allontanato per poco tempo dal locale senza chiudere la porta a chiave. L’uomo non poteva immaginare, infatti, che qualcuno potesse intrufolarsi e portare via il pc, confondendosi tra pazienti, accompagnatori, medici e infermieri.
Il personale del reparto ha lanciato un appello su Facebook: «Nel computer», si legge sul messaggio diventato virale, «c’erano dati sensibili di pazienti, materiale didattico e materiale riguardante l’attività di ricerca. Si offre ricompensa a chiunque aiuti a recuperarlo. È di estrema importanza. L’episodio è avvenuto tra le 9.30 e le 10.30». Il ricercatore ha presentato una denuncia ai poliziotti della squadra volante di Chieti, coordinati dal vice questore aggiunto Antonello Fratamico.
Non è la prima volta che, in ospedale, si verificano furti. Nella prima fase della pandemia, erano sparite decine di scatole con le mascherine e i dispositivi di protezione individuale. Una situazione talmente grave che aveva spinto il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Thomas Schael, a presentare una denuncia in procura. «È vergognoso», era stato lo sfogo del manager tedesco, «che in un momento critico come questo, in cui la sicurezza va garantita prima di ogni cosa, si verifichino episodi del genere nella sanità pubblica. È dovere preciso da parte nostra segnalare l’accaduto all’autorità giudiziaria». (g.let.)
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