Rubato l’oro nel santuario di San Rocco

Quarto raid in una chiesa del Chietino da settembre: presi da una teca anelli e collane dei donativi. Indagini dei carabinieri
ARCHI. Ennesimo furto in chiesa. Questa volta a sparire è l'oro votivo del santuario di San Rocco, ad Archi. Con il colpo scoperto venerdì mattina, salgono a quattro i raid nei luoghi sacri messi a segno da settembre ad oggi in provincia di Chieti, oltre a un tentativo andato a vuoto appena qualche giorno fa. A scoprire il furto sacrilego è stato un collaboratore della parrocchia che venerdì è andato ad aprire la chiesetta dalla facciata in stile neoclassico in via Sirolli, appena fuori dal centro abitato, e ha notato che dalla teca mancava l'oro votivo donato al santo.
«Non sappiamo con esattezza quando sia avvenuto il furto», spiega il parroco di Archi, don Nicholas Di Crescenzo, «il santuario lo apriamo solo la domenica per celebrare la messa, se è bel tempo dal mattino. Ogni tanto passa qualcuno a vedere se c'è bisogno di fare qualcosa. In chiesa non abbiamo trovato segni di effrazione di alcun tipo». Sembra che i ladri abbiano rovistato in sagrestia – oppure sapevano dove cercare – e trovato le chiavi per aprire la teca, chiusa con una griglia in ferro e vetro. «Hanno prelevato tutto l'oro e hanno richiuso, non ci siamo accorti di nulla», continua don Nicholas. All'appello mancano cinque anelli e due collane d'oro, sempre esposti nella teca (non venivano messi sulla statua di San Rocco), dove sono rimasti solo un orologio, un pugnale e dei cuori votivi, non di metallo prezioso. «Il valore economico non saprei dirlo», aggiunge il parroco, «ma era importante quello affettivo e di fede verso il santo delle persone che avevano donato quegli oggetti».
Il furto potrebbe risalire a una delle scorse domeniche di novembre, ma è stato scoperto solo due giorni fa. La denuncia è stata presentata ai carabinieri della stazione di Archi, che appartiene alla compagnia di Atessa, diretta dal capitano Alfonso Venturi. Lascia perplessi la totale assenza di segni di effrazione. «In tre anni che sono parroco qui è la prima volta che mi capita», sottolinea don Nicholas, «questa è una comunità che tiene alla chiesa, non c'è mai stato alcun atto di vandalismo né altro».
Negli ultimi tre mesi i santuari della provincia sembrano finiti nel mirino dei ladri. La scorsa settimana un tentativo di furto è andato a vuoto nella chiesa di Sant’Antonio e San Rocco, a Giuliano Teatino. Ma i tre precedenti raid sono andati a segno: i banditi hanno colpito a Villamagna, portando via la corona dorata di Santa Margherita e sostituendola con una simile in latta; a Guardiagrele, in contrada San Donato, sono sparite dieci catenine votive; e a Sambuceto, nella chiesa di San Rocco, è stata smurata la cassaforte che custodiva antichi calici d’oro del valore di almeno 30mila euro. Le indagini puntano ad accertare se c'è un legame tra questi episodi.
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