Rubinetti a secco per un’altra settimana

29 Agosto 2021

La pioggia non ferma le criticità: l’Aca stila un nuovo programma di chiusure notturne dell’acqua nel centro storico

CHIETI . La pioggia e le temperature crollate non sono riuscite a evitare le nuove chiusure idriche. Anche per la prossima settimana l’Aca ha varato una nuovo programma di stop all’erogazione dell’acqua. La carenza alle sorgenti, infatti, non sembra essersi attenuata e quindi l’azienda acquedottistica presieduta da Giovanna Brandelli è stata costretta a nuove riduzioni e chiusure. La strategia di risparmio per la città di Chieti è uguale a quella delle settimane precedenti: notti a secco sulla parte alta della città e riduzione della portata idrica allo Scalo. Ma è proprio lo Scalo la zona più svantaggiata da questa strategia, perché per i residenti ai piani alti delle palazzine senza autoclave la riduzione della portata dell’acqua si traduce non solo in notti a secco ma anche in giorni con gravissimi problemi per mancanza d’acqua.
E se è vero che i condomini tentano di attrezzarsi progressivamente con serbatoi e autoclavi, per chi vive in palazzine ancora senza sistemi di accumulo è un calvario. Non solo, la situazione varia di piano in piano, peggiorando man mano che si sale. Per questo motivo non tutti hanno la stessa percezione del problema. La protesta di piazza di domani è nata proprio tra chi abita ai piani alti delle palazzine senza autoclave che in questi giorni restano per giorni interi senz’acqua. Come ormai avviene da settimane, le chiusure notturne scatteranno alle 22 e termineranno alle 6 del mattino. Si sperava in una riduzione del programma degli stop grazie ai cambiamenti meteorologici, terminata la lunga fase calda. E invece tutto è rimasto invariato. I 37mila residenti del centro storico, del Tricalle, di Filippone, di Madonna del Freddo, del Levante e di Colle Marcone resteranno ancora per tutte le notti senz’acqua da oggi e sino a lunedì 6 settembre. Il regime di chiusure penalizza soprattutto i commercianti del settore della ristorazione che lavorano di notte. Per questo motivo l’amministrazione comunale aveva chiesto e ottenuto che le stesse chiusure notturne iniziassero alle 23.30. L’Aca, però, in maniera unilaterale, ci ha ripensato ed è tornata al regime dalle 22 alle 6. Con buona pace degli esercenti teatini.
I residenti della parte alta della città sperano, comunque, che l’Aca tenga fede ai patti e che non chiuda l’acqua anche di giorno, come è spesso avvenuto nelle settimane scorse. Chiusure e riduzioni sono previste anche in altri comuni del Teatino serviti dall’Aca: da Francavilla al Mare a San Giovanni Teatino, da Ripa Teatina a Miglianico, a Casalincontrada e a Rapino.
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