Rucci: «Centri dell’impiego inefficienti»

12 Gennaio 2019

RIPA TEATINA. «Non solo funzionano poco, ma ora sono addirittura percepiti come il peggior ufficio di relazione con i cittadini. I Centri per l’impiego stanno vivendo il loro momento più basso nella...

RIPA TEATINA. «Non solo funzionano poco, ma ora sono addirittura percepiti come il peggior ufficio di relazione con i cittadini. I Centri per l’impiego stanno vivendo il loro momento più basso nella qualità del servizio dall’epoca della loro istituzione, nel 2001». Così Ignazio Rucci, sindaco di Ripa Teatina, con un passato di responsabile dei servizi della formazione, del lavoro e dell’istruzione della Regione. Ieri mattina Rucci si è recato al Centro per l’impiego di Chieti, dove ha toccato con mano la situazione all’interno degli uffici. Lunghe code, personale scarso, addetti stressati e in difficoltà, pubblico in attesa da ore per poter avvicinarsi allo sportello. La stessa cosa si ripete nelle sedi decentrate del chietino: Ortona, Vasto e Lanciano. «La mancanza di investimenti e di personale», spiega il responsabile Ugo Iacone, «ha finito per minare alla base quello che doveva essere il collocamento moderno e di prossimità al cittadino. Il fatto poi che siano stati gestiti dalle Province fino a giugno dello scorso anno ha peggiorato la situazione: le Province impoverite e senza dirigenti hanno trascurato questa funzione, mentre la Regione, subentrata nel luglio del 2018, deve ancora procedere alla riorganizzazione dell’intero settore. Sono necessari adeguamenti urgenti per l’orientamento, l’incrocio della domanda con l’offerta, i servizi alle imprese, mentre invece in questi ultimi anni sono stati affidati molti servizi alle agenzie private. Soldi che in molti casi vengono pagati dalla Regione stessa, tramite il Fondo sociale europeo».
«Sono davvero preoccupato per questa situazione», dice Rucci, «perché non solo non risolvono il problema di aiutare le persone a trovare una collocazione, ma sono insoddisfacenti anche nell’erogazione dei servizi di base: rilascio certificati e dichiarazione di disponibilità, stipula del “patto del lavoro” per chi è disoccupato o per chi ha diritto al reddito di inclusione. Insomma carte, burocrazia, certificazione. Niente più. Servizi per i quali i cittadini sono costretti a file di ore. A questo punto», conclude Rucci, «occorre un cambio totale nella gestione. Bisogna attivare un coordinamento unico e linee di indirizzo di gestione ben chiare, magari applicando il più possibile le procedure telematiche».
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