Rucci nomina la nuova giunta

La sentenza sulle quote rosa a Ripa Teatina, verso la conferma dei 4 assessori
RIPA TEATINA. «Nelle prossime ore procederò alla nomina degli assessori tenendo conto di quanto consentito dallo statuto comunale e degli eletti in consiglio che fanno parte della maggioranza, in perfetta aderenza con la decisione assunta dal Tar di Pescara». Lo afferma il sindaco di Ripa Teatina, Ignazio Rucci, dopo la sentenza del Tar sulle quote rosa che ha annullato i decreti di nomina dei 4 assessori: Roberto Luciani, Gianluca Palladinetti, Antonio Pizzica e Ilenia Pulce. Ma la sentenza dice anche che è facoltà del sindaco di rinominare gli stessi assessori, tre uomini e una sola donna, al fine di garantire la «governabilità» del paese. E Rucci potrebbe prendere proprio la decisione di confermare la sua squadra. «La pronuncia», spiega il sindaco, «è importante perché di fatto riconosce che, nei piccoli Comuni con pochi consiglieri assegnati, le disposizioni legislative sulla parità di genere, in linea di principio assolutamente condivisibili e incontestabili, devono comunque tenere conto delle esigenze di governabilità».
A presentare il ricorso contro il Comune era stata la consigliera di parità della Regione Alessandra Genco: secondo Genco, in giunta avrebbero dovuto sedersi almeno due donne e non una soltanto. «Il ricorso principale è stato accolto, ma i motivi aggiunti sono stati respinti», ribatte Rucci, «il Tar ha tenuto a precisare che la legge rimette allo statuto dei Comuni con popolazione inferiore a 15mila abitanti la mera “facoltà” di nominare assessori cittadini non facenti parte del consiglio comunale, sicché “alcun vincolo in tal senso può ritenersi giuridicamente configurabile”. Il Tar ha anche accolto le argomentazioni difensive del nostro legale, l’avvocato Carlo Costantini, riconoscendo che “la logica della previsione risponde all’obiettivo di garantire la governabilità dei piccoli comuni e la condivisione del programma elettorale del sindaco, sicché la scelta di individuare assessori all’interno dei candidati eletti in consiglio può rispondere all’esigenza di vedere consolidato il rapporto esistente tra gli elettori e gli organi comunali”».
Rucci sottolinea un passaggio: «Il Tar ha ritenuto legittima la scelta del Comune di intervenire sullo statuto, che oggi vincola il sindaco alla nomina della nuova giunta, condizionandolo nella scelta con la possibilità di indicare assessori esclusivamente eletti in consiglio che hanno condiviso il programma elettorale e che nella sostanza fanno parte del gruppo di maggioranza».

