«Ruolo di Atessa tornato centrale»

Il capogruppo di maggioranza Farina: in sei mesi risolte molte problematiche
ATESSA. Primo resoconto e futuri impegni, a sei mesi dall’insediamento dell’amministrazione guidata dal sindaco Giulio Borrelli. È Giorgio Farina, capogruppo di Uniti per Atessa, a tracciare un primo bilancio. «In meno di sei mesi Atessa è tornata al centro del territorio. In poco tempo l’amministrazione comunale ha ripreso contatti con i sindaci dei paesi limitrofi, ha riaperto il dialogo con Governo nazionale, Regione e Provincia». Per Farina «diverse sono le problematiche che abbiamo affrontato, tragiche eredità del passato, come la Sangroservizi indebitata fino al collo, il bilancio comunale ingessato e senza risorse, il palazzo Vittoria e la sala polivalente drammaticamente fermi. Nel frattempo abbiamo realizzato tante iniziative culturali e turistiche, riportato nella nostra città l’ufficio Sasi e quello del giudice di pace nel palazzo comunale, fronteggiato egregiamente emergenze come incendi ed allagamenti che hanno messo a dura prova il nostro territorio».
Non poteva mancava un cenno al San Camillo riconosciuto dalla Regione come ospedale di zona disagiata: «Una pagina bella della buona politica che ha portato l’istituzione regionale ad esprimere responsabilità e rispetto per il nostro territorio ascoltandone le richieste ed interpretandone i bisogni. Le opposizioni locali, che pure avevano sposato la causa votando insieme alla maggioranza un ordine del giorno comune, una volta ottenuto il riconoscimento di ospedale di area disagiata, quasi ne fossero dispiaciute, anziché salutare con soddisfazione il risultato ottenuto stanno inscenando una propaganda fuorviante e sconclusionata tesa a screditare l’operato della Regione». I futuri impegni dell’amministrazione Borrelli? «Nei prossimi mesi», conclude il capogruppo, «saranno affrontati anche i problemi relativi a centro storico, villa comunale, Prg, ambiente, viabilità, servizi sociali, arredo urbano, commercio e lavori pubblici. Siamo stati eletti per amministrare e in cinque anni realizzeremo il programma». (m.d.n.)

