«Sì ai turisti, ma la tutela dell’ambiente va garantita»

25 Settembre 2020

VASTO. Superare le criticità coniugando la tutela ambientale con la fruibilità. Riparte da questa sfida la riserva di Punta Aderci, una delle mete più gettonate del turismo naturalistico e proprio...

VASTO. Superare le criticità coniugando la tutela ambientale con la fruibilità. Riparte da questa sfida la riserva di Punta Aderci, una delle mete più gettonate del turismo naturalistico e proprio per questo alle prese con un massiccio afflusso di persone e con numeri che quest’estate, con l’epidemia da coronavirus, sono aumentati a dismisura. Il “carico antropico”, come lo chiamano gli esperti, è uno dei punti di debolezza dell’area protetta che negli anni ha visto prevalere l’aspetto turistico a discapito di quello naturalistico e scientifico. Basti pensare che il fratino, uno dei simboli della riserva, non nidifica più in quell’area dal 2011 e una delle motivazioni potrebbe essere proprio il massiccio afflusso di persone. «Dobbiamo migliorare gli aspetti critici», conviene l’assessore alle politiche ambientali, Paola Cianci, «continuando a coniugare la tutela ambientale con la fruibilità. Come amministrazione comunale abbiamo investito tanto nelle riserve».
L’afflusso di migliaia di persone, che in estate affollano le spiagge della riserva (Punta Penna, Libertini e Mottagrossa), è una criticità che Fernando Di Fabrizio e Alessia Felizzi della Cogecstre non nascondono. «La Regione deve definire la capacità di carico della riserva di Punta Aderci e delle altre aree protette abruzzesi», annota Di Fabrizio, «stabilendo dei criteri scientifici». Per Lino Savatorelli dell’Arci «questo è un elemento che deve far riflettere, perché alla fruizione balneare non dobbiamo aggiungere altri carichi». Insomma: da un evento negativo come l’incendio, bisogna ripartire per rimuovere alcune criticità. (a.b.)