Sabatino, ripartono udienza e nuova perizia

L’ex primario di Neonatologia è accusato di violenza sessuale ma le parti civili scendono da 9 a 6
CHIETI. Con lo scontro sulla richiesta di una perizia per valutare l’imputabilità o meno del neonatologo Giuseppe Sabatino è ripartito ieri, da capo, il processo a carico dell’ex primario di Neonatologia dell’ospedale Santissima Annunziata, accusato di violenza sessuale per aver palpeggiato e molestato diverse mamme dei suoi piccoli pazienti. La perizia ci sarà, ma non verrà affidata agli esperti che l’avevano già portata a termine in passato. Il processo è ripartito dall’inizio, ovvero dall’udienza preliminare, a causa di un’eccezione sollevata a maggio scorso dall’avvocato della difesa, Andrea Di Lizio, che ha dimostrato che tutti gli atti che si sono formati nelle udienze dinanzi al gup Luca De Ninis, compreso il rinvio a giudizio, erano viziati da una serie di nullità a partire dall’udienza del 15 luglio 2015. E dunque ieri mattina il gup ha dovuto innanzitutto procedere alla ricostituzione delle parti civili (che rappresentano le donne che sarebbero state vittime della condotta del professore). Le parti civili, però, non sono più nove come all’inizio, ma solo sei. Tre non si sono ricostituite. Ieri erano rappresentate dagli avvocati Serena Cancellara, Andrea D’Onofrio, Daniele Garofalo, Rossella Gasbarri, Claudia Marini e Luigia Castellano. Gli avvocati si sono opposti alla richiesta della difesa di ripartire dalla perizia che si era conclusa con la definizione di Sabatino «totalmente incapace di volere e parzialmente capace di intendere» al momento dei palpeggiamenti e delle molestie sessuali, a causa di alcuni effetti collaterali delle medicine che utilizzava per curare il Parkinson e che influivano sul controllo degli impulsi sessuali. La perizia, firmata da Andrea Stracciari, neurologo dell’ospedale Malpighi di Bologna, e Vittorio Bocola, psichiatra di Chieti, all’epoca era stata chiesta congiuntamente da accusa e difesa, ma ieri anche la pm Lucia Campo aveva convenuto con le parti civili che non fosse necessaria. Di Lizio, invece, aveva insistito e, per ragioni di «economia processuale», aveva anche chiesto che fossero riconvocati gli stessi Stracciari e Bocola. Il giudice ha deciso che fosse necessario disporre una perizia per valutare l’imputabilità di Sabatino ma si è riservato di nominare altri tecnici. Nell’udienza del 6 ottobre dovrebbe provvedere all’affidamento dell’incarico.
Per gli avvocati di parte civile, infine, non c’era bisogno di alcuna perizia poiché a loro giudizio erano più che sufficienti i filmati e le intercettazioni ambientali raccolte. (a.i.)

