Sabatino sarà sottoposto alla perizia psichiatrica

11 Settembre 2015

Il Gup accoglie la richiesta. Decisiva la relazione di un neurologo: «Il medico, affetto da Parkinson, non finge. Le sue azioni compulsive effetto del farmaco»

CHIETI. La parola di un luminare della neurologia, esperto nel morbo di Parkinson si aggiunge alle relazioni degli altri quattro consulenti di parte, esperti della materia, per dimostrare che il professor Giuseppe Sabatino, ex primario di neonatologia del Santissima Annunziata, accusato di violenza sessuale nei confronti di dieci mamme di piccoli pazienti, al momento dei fatti non era capace di intendere e di volere. Che quelle azioni erano solo la conseguenza di effetti collaterali del farmaco che assumeva, la dopamina agonista, ehe lo portava, suo malgrado, ad essere vittima, di un impulso irrefrenabile sessuale. Il parere del professor Angelo Antonini, studioso peraltro degli effetti della dopamina agonista, luminare della neurologia con prestigiosi studi e incarichi in Svizzera e in America, responsabile dell’Unità Operativa per la malattia di Parkinson presso l’Irccs Ospedale San Camillo di Venezia, è stato prodotto ieri mattina nel corso dell’udienza preliminare dall’avvocato Andrea Di Lizio, per confortate la reiterata richiesta da parte della difesa di far sottoporre il proprio assistito a una perizia psichiatrica. Il Gup, Luca De Ninis, nonostante l’opposizione di alcune parti offese, ha ammesso la richiesta del legale, riservandosi di individuare e nominare il collegio peritale.

Qual è la novità che va ad arricchire il fascicolo della difesa? Fino ad ora i professori Sabatino Trotta dirigente Neurofisiopatologia della Salute Mentale di Pescara, Marco Onofri primario Neurologia Asl Chieti Stefano Ferracuti e il professor Albarello dell’univiersità La Sapienza hanno affermato che la medicina che Sabatino usava per curare la sua patologia, gli causava il cosiddetto “discontrollo degli impulsi” che possono riguardare la sfera del gioco, degli acquisti e della sessuale come nel caso di Sabatino. Il professor Antonini aggiunge altro, un elemento che si direbbe fondamentale nella strategia difensiva. «Si tratta di un accertamento diagnostico», dice a margine dell’udienza preliminare l’avvocato Di Lizio, «che si chiama Spect, che permette di vedere, come se facessimo una radiografia di una frattura, di verificare la presenza del discontrollo. L’esame permette di accertare, guardando le aree del cervello se questo elemento è una invenzione del paziente oppure è un elemento clinico. Il professore Sabatino in questo contesto è stato sottoposto a questo esame diagnostico che ha certificato l'esistenza dell'evidenza clinica di questo dato obiettivo».

Il professor Sabatino per questo nel luglio del 2014 venne sottoposto agli arresti domiciliari e venne interdetto all’attività professionale. In pensione come primario e professore universitario lo scorso luglio l’interdizione ad esercitare la professione è stata revocata.

«Riguardo alla sua pericolosità sociale», chiarisce l’avvocato, «il professore non assume più questi farmaci e conduce una vita normale e tranquilla. Potrebbe tornare a svolgere la attività ma di fatto non lo fa».

Essendo una perizia psichiatrica comunque complessa, che probabilmente richiede l’intervento di più esperti, il giudice De Ninis, ieri mattina, si è riservato di individuare i nomi dei professionisti che costituiranno il collegio peritale la loro nomina che potrebbe avvenire nelle prossime ore.

La pubblico ministero Lucia Anna Campo, non si è opposta alla richiesta di perizia psichiatrica.

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