Sabatino torna libero dopo 140 giorni

4 Dicembre 2014

Per il giudice Di Geronimo non può più ricommettere alcun reato. Un certificato medico può scagionarlo

CHIETI. Dopo 140 giorni esce di casa per andare in auto in via Arniense a ritirare il suo passaporto per la libertà. Dalle 19 di ieri il professor Giuseppe Sabatino, 64 anni, ex primario e docente di neonatologia alla d’annunzio è un uomo libero.

Il Gip, Paolo Di Geronimo, lo stesso che firmò l’ordine di arresto eseguito il 15 luglio scorso dai carabinieri del Nas, ha deciso, con poche ma sostanziali frasi, che Sabatino non può in ipotesi ricommettere i reati di cui è accusato. Cioè violenze sessuali nei confronti di madri di neonati e presunte corruzioni da parte di case farmaceutiche. Ma non siamo di fronte a un mostro.

I 140 giorni trascorsi agli arresti in casa hanno permesso al medico, e al suo avvocato, Andrea Di Lizio, di studiare una linea di difesa sulla quale anche i giudici cominciano a credere. Il provvedimento che ha rimesso in libertà l’ex primario del policlinico si riassume in una frase: «La cessazione della sua attività annulla il pericolo di reiterazione dei reati». E ancora: «Gli arresti domiciliari possono essere sostituiti da una interdizione di sei mesi dalla stessa attività». Ma Sabatino ormai è in pensione con una invalidità del cento per cento dovuta alla grave forma di morbo di Parkinson che lo ha colpito già dall’età 50 anni. Ora che di anni ne ha 64 è davvero segnato dalla malattia la cui terapia, che si basava su farmaci dopamino-agonisti, lo avrebbe spinto a commettere reati di tipo sessuale e corruttivo.

Finché ad affermarlo è solo la difesa ci troveremmo di fronte a una tesi di parte. Nel caso di Sabatino però è la Asl di Pescara a certificarlo, documento che sicuramente ha spinto il Gip alla revoca della misura cautelare. L’atto medico, in sintesi, riconosce all’ex primario di essere rimasto vittima di effetti che, secondo una riconosciuta letteratura medica, vengono causati da alcuni farmaci per la cura del Parkinson.

La stessa Asl inoltre certifica che questi effetti, capaci di fare perdere al malato il controllo dei propri istinti sessuali, sono adesso svaniti, dopo che il medico ha cambiato la terapia,

Siamo in grado di riportare testualmente la certificazione su cui, si può prevedere, già da adesso, Sabatino punterà la sua difesa per un caso giudiziario che rischia di diventare nazionale sugli effetti devastanti di certe cure parkinsoniane. Ecco l’atto che in qualche modo può scagionarlo: «Il prof Sabatino Giuseppe, all’epoca dei fatti di rilevanza penale, versava in assoluta carenza di capacità critica e di giudizio, essendo la sua condotta determinata da una situazione ampiamente documentata in letteratura nei pazienti affetti da malattia di Parkinson dovuta agli effetti collaterali dei farmacie dopamino-agonisti a lui prescritti ad alte dosi», certificano i medici pescaresi che concludono: «allo stato attuale invece si ritiene che all’esito dell’adeguamento del trattamento farmacologico, e anche delle osservazioni e verifiche eseguite dal Centro di Neurofisiopatologia della Asl di Pescara, il prof Sabatino ha riacquistato capacità di critica e giudizio. Ed è quindi da escludersi il ripetersi di fenomeni di discontrollo degli impulsi che hanno condizionato le sue azioni».(l.c.)