Sabino, un anno fa 3 morti Indagini ancora in corso

13 Settembre 2024

CASALBORDINO. 13 settembre 2023: una violenta esplosione provoca la morte di tre dipendenti della Esplodenti Sabino: Fernando Di Nella, 62 anni, di Lanciano, Gianluca de Santis, 44, di Palata...

CASALBORDINO. 13 settembre 2023: una violenta esplosione provoca la morte di tre dipendenti della Esplodenti Sabino: Fernando Di Nella, 62 anni, di Lanciano, Gianluca de Santis, 44, di Palata (provincia di Campobasso) e Giulio Romano, 56, residente a Casalbordino.
Nel primo anniversario della loro scomparsa, oggi pomeriggio a Casalbordino i familiari di Giulio Romano lo ricorderanno con affetto nel corso di una cerimonia religiosa in programma alle 18 nella basilica della Madonna dei Miracoli. Saranno in tanti a ricordare il loro amico.
L'indagine su quella tragedia (la seconda per la Esplodenti Sabino) è ancora in corso. Le perizie sui corpi delle vittime si sono rivelate particolarmente impegnative. A giorni saranno consegnate alla Procura. A marzo i periti della Procura hanno assistito all'interno dello Stabilimento militare del munizionamento terrestre insieme agli esperti dell'esercito, a Madonna di Baiano (Perugia) a una sofisticata perizia per chiarire nuovi aspetti. Si è trattato di un’attività di polizia giudiziaria disposta dalla Procura alla quale non era prevista la presenza né dei periti degli indagati né di quelli delle vittime. Gli esiti al momento sono sconosciuti. La perizia va a sommarsi ai due incidenti probatori eseguiti nei mesi scorsi uno nel deposito di munizioni, l’altro su macchine, computer e supporti informatici.
Intanto il 25 settembre è atteso l'epilogo del processo in corso a Vasto sul primo incidente mortale avvenuto il 21 dicembre 2020 costato la vita Carlo Spinelli, 54 anni, di Casalbordino, Paolo Pepe, 45, di Pollutri, e Nicola Colameo, 46, di Guilmi. L'accusa a carico dei dirigenti della polveriera è cooperazione colposa in omicidio colposo "per colpa generica cagionata dalla negligenza, imprudenza e imperizia, consistita nella violazione di diverse norme antinfortunistiche". In base alle conclusione del perito super partes Francesco De Marzio, sarebbe stato l'utilizzo non previsto dal piano aziendale di polveri da sparo per preparare fuochi pirotecnici a provocare la tragedia. (p.c.)
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