Sacerdote a 25 anni nella chiesa del Tricalle

12 Giugno 2021

Gianmarco Medoro viene ordinato lunedì in cattedrale da monsignor Forte: la cerimonia su Rete8

CHIETI. Venticinque anni, l’età minima per diventare sacerdote. Gianmarco Medoro i 25 anni li ha compiuti solo da qualche mese, ma non vuole aspettare ancora: non ha dubbi, la veste talare è ciò che sogna da tempo e finalmente potrà indossarla a fine mese. Lunedì 28 giugno, alle 17, nella cattedrale di San Giustino (in diretta su Rete8), l’arcivescovo Bruno Forte lo ordinerà sacerdote e il giorno successivo, martedì 29, alle 18,30, celebrerà la sua prima messa nella sua amata chiesa del Tricalle.
Sarà circondato dalle persone che più contano per lui, la sua prima famiglia, quella di nascita, e la sua seconda famiglia, quella della chiesa: monsignor Forte, che per primo lo invitò a partecipare a un campo vocazionale, avviando il percorso che lo ha portato fino ad oggi, don Panfilo Argentieri, parroco emerito del Tricalle, «il padre della mia vocazione, il custode dei miei sogni d’infanzia», dice Gianmarco, e poi l’attuale parroco del Tricalle don Michele Panissa, «il mio parroco, mi ha testimoniato quanto è necessaria la cura dell’interiorità e quanto è importante essere attenti a ogni particolare della comunità, creando uno stile di servizio aperto al dialogo e al confronto con tutti». Gianmarco, che da quando è diacono può già fregiarsi dell’appellativo di “don”, non vede l’ora: «Aspetto questo giorno da quando ero piccolo», dice, «quando penso alla mia vocazione, torno immediatamente agli anni dell’infanzia. Nato in una famiglia che vive in modo forte l’appartenenza alla vita del quartiere del Tricalle, ho fatto esperienza di come la comunità parrocchiale sia parte integrante e fondamentale della vita familiare. Mio nonno, che organizza le feste parrocchiali da più di 50 anni, mi ha trasmesso l’amore per la parrocchia e il desiderio di fare festa. Seppure la mia famiglia non vivesse in modo costante la vita di fede, posso testimoniare che mi ha educato con sani valori alla partecipazione alla vita sociale. Sin da bambino sono stato accompagnato nella fede dalla mia catechista Graziella, e grazie ai suoi ripetuti inviti a partecipare all’Eucarestia domenicale, sono stato attratto dalla bellezza della Liturgia, fino ad entrare nel gruppo ministranti. Ecco perché posso dire che la mia vocazione nasce ai gradini dell’altare». (a.i.)
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