Saggini può tornare a insegnare
Il Tar accoglie il ricorso del prof universitario accusato di assenteismo dagli allievi
CHIETI. I giudici del Tar continuano ad accogliere le richieste del professor Raoul Saggini, il presidente del corso di laurea di Fisioterapia della d’Annunzio sospeso per un anno dall’insegnamento perché accusato da 29 studenti di assenteismo e irregolarità nella gestione del corso. Saggini, 66 anni, ha fatto ricorso al Tar contro la sanzione disciplinare adottata il 25 giugno scorso dal cda dell’ateneo. Il provvedimento è stato impugnato davanti al Tar attraverso gli avvocati Michele Dionigi e Pierfrancesco Zecca, che hanno chiesto anche la sospensione della sua esecuzione. Sospensione accolta lunedì scorso. La sospensione per un anno dall’insegnamento e dallo stipendio sarebbe dovuta partire dallo scorso 1° agosto, ma il 29 luglio il Tar aveva già deciso di sospendere la sanzione fino all’udienza di lunedì scorso. Per sapere se la sanzione disciplinare contro Saggini sia giusta o meno, però, bisogna attendere l’udienza del 20 marzo prossimo, fissata per la discussione. Nel frattempo il docente può tornare a insegnare e a percepire lo stipendio. I giudici, infatti, hanno ritenuto che «a un sommario esame», come si legge nell’ordinanza, «il ricorso appare provvisto di sufficiente fumus bonis iuris». Vuol dire che viene rintracciata una parvenza di buon diritto, «con riferimento al motivo con cui si deduce l’illegittimità della contestazione di addebito disciplinare». L’illegittimità potrebbe essere dedotta, secondo i giudici, dal fatto che le contestazioni rivolte al docente non appaiono sufficientemente circostanziate. Per i giudici, infatti, ci sarebbe stata soltanto la «mera riproduzione della lettera-segnalazione pervenuta da 29 studenti del corso di laurea di Fisioterapia». (a.i.)

