Sala Tac ancora chiusa, cemento nel mirino
Crollo al Renzetti, oggi il progettista del blocco operatorio in ospedale per controlli sul calcestruzzo
LANCIANO. L’accesso alla sala tac al piano terra ancora interdetto per via dei lavori di ripristino dell’intonaco e dei pannelli del controsoffitto caduti sabato e la sala deposito all’interno del blocco operatorio, al primo piano, chiusa per una lesione nel pavimento in corrispondenza del soffitto crollato. Sono questi gli unici disagi dopo il cedimento, sabato, di alcuni pannelli e calcinacci della controsoffittatura della sala tac, in radiologia, dove da lunedì alle 12 si è ripreso ad eseguire tac e mammografie. E dove da ieri sono partiti i lavori per la messa in sicurezza dell’area. «Stiamo ripristinando l’accesso principale alla sala tac», spiega l’ingegnere Filippo Manci, direttore ufficio tecnico della Asl, «facendo cadere l’intonaco rimasto sotto la controsoffittatura per evitare problemi. La sala è stata ristrutturata anni fa ma l’intonaco non era stato toccato perché giudicato in buono stato, sebbene fosse piuttosto vecchio. Evidentemente ora col passare del tempo si è deteriorato e la sua caduta sui pannelli li ha fatti a loro volta crollare. Stiamo togliendo l’intonaco rimasto ancora attaccato al soffitto e poi risistemeremo i pannelli».
Nello stesso tempo si stanno effettuando controlli anche al piano superiore, in direzione del cedimento. «Abbiamo notato una crepa superficiale nel pavimento di una stanza del blocco operatorio che è proprio in corrispondenza della sala tac. Domani (oggi, ndc) arriverà il progettista dei lavori del blocco operatorio, (inaugurato nel 2010 dopo tre anni di lavori costati 5 milioni 600mila euro, ndc) per consulenza, prove di carico e valutazioni sul calcestruzzo utilizzato nel rifare il massetto della pavimentazione. Poi consegneremo la relazione alla Asl. Stiamo monitorando la situazione nel magazzino delle sale operatorie ma credo che la caduta dell’intonaco per cedimenti legati agli anni sia la causa principale del crollo». «La situazione è sotto controllo», commenta Leo Marongiu segretario Pd, «ma il cedimento conferma che bisogna continuare ad investire sul Renzetti in attesa del nuovo ospedale». Lavori in corso ci sono, nel pronto soccorso, con la ristrutturazione della parte esistente dopo l’inaugurazione della nuova ala, in cardiologia-utic, lavori sulla pavimentazione contenente amianto e lavori di adeguamento e messa in sicurezza dell’intero presidio che finiranno a gennaio. «In più ci sono già progetti per la bonifica dei pavimenti con l’amianto», chiude Marongiu, «e per la nuova sala parto».
Teresa Di Rocco

