Salari da restituire, accuse al rettore

Attacco dei sindacati contro la sospensione delle indennità nella prossima busta paga: 330 famiglie in difficoltà
CHIETI. Indennità mensili di ateneo da restituire. Il direttore generale dell’Università d’Annunzio Filippo Del Vecchio, dalle parole passa ai fatti e lancia il secondo siluro contro 330 impiegati tecnico-amministrativi che, da agosto, conteranno 300 euro in meno nella loro busta paga. Dura la reazione dei sindacati pronti a dare filo da torcere a un provvedimento «forse illegittimo, che manderà sul lastrico oltre 300 famiglie».
«In tutta questa penosa vicenda» sostiene Goffredo De Carolis, responsabile sindacale dei dipendenti tecnico-amministrativi della d’Annunzio «viene da chiedersi cosa ne pensi il rettore Carmine Di Ilio (nella foto a destra). La prima domanda che vorrei rivolgergli in modo specifico è se la sente di mandare sul lastrico 330 famiglie. Le stesse che lo hanno eletto con formula plebiscitaria perché credevano in lui. Perché lo consideravamo “uno vicino a noi”. La delusione, invece, » aggiunge «è stata cocente e la nostra intenzione, tra le altre, è quella di raccogliere firme per sfiduciarlo in modo simbolico». Il salasso al quale dovranno andare incontro i lavoratori e alcuni pensionati è pesantissimo. «Posto che la decisione di sospendere l’Ima per recuperare 14 milioni di euro sia legittima» aggiunge De Carolis «va sottolineato che quei trecento euro in meno in busta paga su uno stipendio base che non supera i 1.200 significano grande preoccupazione. In tanti telefonano disperati perché ora non sanno come fare a pagare mutui, rate di auto o di mini prestiti». Ma il nodo fondamentale da sciogliere è quello sulla legittimità o meno dei compensi ricevuti nell’arco di 10 anni. Per il dg Del Vecchio, la mancanza dell’apposito fondo dal quale attingerli, renderebbe quelle indennità «fuori legge». Di tutt’altro avviso i sindacati. «Quelle somme sono state accorpate ad altre voci, come gli straordinari, e attribuite come gratifica per l’aumento della mole di lavoro registrato all’università nell’arco di 10 anni e soprattutto a fronte del personale andato in pensione e mai rimpiazzato per il blocco dei concorsi pubblici» sostiene De Carolis.
La decisione di sospendere l’Ima e l’indennità accessoria annua dei collaboratori esperti linguistici è stata definita dai sindacati: «Di gravità inaudita». Non solo. Secondo Cgil, Cisl, Uil e Rsu, «per avviare la "nuova stagione gestionale" e "nuove relazioni sindacali" il direttore generale Del Vecchio si rivolge direttamente alle lavoratrici ed ai lavoratori dell'Ateneo con una propria versione dei fatti e una sua personale versione "verità" sulla precedente gestione (Cuccurullo-Napoleone), e si ammanta di una veste da integerrimo funzionario dello Stato, addolorato dalle conseguenze nefaste per il personale, ma inesorabilmente inflessibile circa i compiti ricadenti sotto la sua responsabilità. Lo stesso senso di responsabilità lo dovrebbe condurre, invece, a contro dedurre alle osservazioni del Mef (ministero dell’economia e finanze) così come richiesto dalla normale procedura amministrativa. Inoltre» aggiungono «a memoria dei rappresentanti sindacali dell'epoca le verifiche operate dal Mef si erano concluse nel 2010 con un non luogo a procedere ed una sostanziale assoluzione degli atti sul salario accessorio prodotti negli anni dall'Ateneo. Tale chiusura era intervenuta con la formula "si propone il superamento del rilievo ispettivo" ed era firmata dal direttore del Mef Giovanni Cioffi, oggi componente del Collegio dei revisori dei conti di Ateneo. Lo stesso che ora boccia l'accordo del 6 febbraio 2014».
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