Saldi in anticipo, chiesti controlli

Tiberio ( Confcommercio) lancia l’allarme: si comincia solo dal 2 luglio, va punita la concorrenza sleale
CHIETI. Ufficialmente non sono saldi. Ma, gira e rigira, dietro alle formule sempre nuove escogitate dalla comunicazione commerciale, ci sono proprio quegli sconti che è assolutamente proibito fare in questo periodo. La normativa regionale, infatti, dice che trenta giorni prima dell’inizio della stagione dei ribassi, non si può fare i furbi e mettere la marcia in avanti anticipando gli sconti.
E visto che i saldi estivi partono il 2 luglio, è evidente che, a prescindere da qualsivoglia nuova denominazione, sconti non ce ne possono essere. «Eppure in giro ce ne sono tanti»,dice la presidente provinciale di Confcommercio Chieti, Marisa Tiberio. «Sono troppe le attività commerciali che non rispettano la legge, a danno di quegli esercenti che, anche se si trovano in difficoltà e magari in questo periodo commercialmente fiacco fanno proprio fatica ad andare avanti, comunque rispettano le regole».
All’attenzione della presidente di Confcommercio sono arrivate parecchie lamentele da parte di esercenti del territorio su colleghi che non rispettano la norma, per la quale c’è una sola deroga che riguarda il caso della svendita totale per cessazione attività. «Le segnalazioni sono spesso inerenti la grande distribuzione, sia in città che soprattutto nei dintorni. Ma la legge regionale è assolutamente chiara a riguardo. Tra l’altro Confcommercio fa parte del tavolo regionale che sta riscrivendo le norme di settore. A riguardo la nostra associazione ha una posizione precisa: chiediamo soluzioni normative che diano certezza delle regole».
Per la Tiberio il saldo fuori stagione è anche un problema di controlli. «Ce ne sono pochi. Eppure è abbastanza facile scoprire chi ha spostato il calendario in avanti. Qualcuno, forse anche per poca conoscenza delle norme, fa persino annunci su facebook».
Social network, messaggi telefonici e pubblicità via mail: in effetti, è tutto un proliferare di “occasioni”. Ma attenzione perché i “pre-saldi”, i cartellini di “occhio al prezzo” e i “private sales” non sono altro che “concorrenza sleale verso chi gioca secondo le regole», sottolinea la Tiberio. E se ci può essere un’attenuante a questa giungla di offerte, la possiamo trovare solo nel fatto che in realtà il commercio è ancora nel bel mezzo della crisi economica. «Non solo non c’è ripresa», dice a riguardo la Tiberio, «ma in alcuni settori c’è un segnale negativo ancora più pesante di altre stagioni».
E così il commerciante, stretto nella morsa della crisi, schiacciato dalla pressione fiscale, imprigionato nei lacci della burocrazia, inerme contro l’abusivismo, prova a fare qualche affare in più prima del dovuto. Di qui gli inviti a recarsi nei negozi prima dell’inizio di quelli che una volta si chiamavano i saldi di “fine stagione” e che adesso, soprattutto con questa estate che stenta a partire, sono diventati sconti di “inizio stagione”.
«Quest’anno anche il tempo ci è venuto contro», conclude la Tiberio, «molti negozi si ritrovano le nuove collezioni quasi del tutto invendute, merce nuova che saranno costretti a vendere in saldo». (a.i.)

