Saldi invernali, chiusura col botto «Affari per negozianti e clienti»

6 Marzo 2023

Punti vendita più affollati dell’anno scorso dopo le riaperture post Covid e spesa media aumentata Le associazioni di categoria: «Consumatori più motivati, ma è troppo presto iniziare il 5 gennaio» 

CHIETI. Hanno riacceso la voglia di fare acquisiti e di uscire: i saldi invernali 2023, terminati ieri, sono stati un successo. Dopo le riaperture post pandemia, i clienti sono tornati nei negozi con più tranquillità e, rispetto allo scorso anno, è aumenta la spesa media delle famiglie durante il periodo delle offerte.
LA SPESA MEDIAIn questo periodo di saldi i clienti hanno approfittato della scontistica che si è riconfermata un’occasione per rinnovare il guardaroba a basso prezzo e concedersi qualche sfizio in più, nonostante aumenti e rincari dei beni primari. «Per tutta la famiglia circa mille euro di spesa a saldo», dice Enzo Suriani all’ingresso di un negozio allo Scalo, «ho speso molto di più rispetto all'anno scorso perché con il via libera sono riprese le uscite e i capi si sfruttano di più». L’allentamento delle norme anti-contagio quest’anno ha inciso molto sugli acquisti e ha permesso ai clienti di muoversi con più serenità e con la tranquillità di provare i capi in negozio. «Preferisco provare i capi piuttosto che comprare online», dice Marina Granati che anche lei confessa di aver approfittato dei saldi, «ho speso circa 300 euro. Una spesa sicuramente più alta rispetto allo scorso anno». Gli sconti hanno quindi incentivato i clienti a fare affari in negozio. «Ne ho approfittato per rifarmi il guardaroba comprando scarpe, felpe e giubbini», aggiunge Daniele Lecini mentre mostra i suoi ultimi acquisiti a saldo, «ho speso circa 600,700 euro».
ACQUISTI DI QUALITàGli acquisti sono aumentati ma non è scesa l’attenzione alla qualità dei prodotti che si decidono di mettere nel carrello. «Molti negozi tirano fuori collezioni vecchie e giocano ad aumentare i prezzi prima di scontarli», dice Francesca La Rovere mentre passeggia su corso Marrucino, «per i bambini ho fatto molte spese perché andando all'asilo cambiano i vestiti di frequente». È dello stesso parere anche Alessia Sigismondi che confessa di aver speso «più o meno 60 euro per i saldi perché non c'era troppa qualità sugli scaffali e mi sembravano fondi di magazzino». Nonostante le offerte, il via vai di clienti nei negozi c’è durante tutto l’anno. «Non faccio troppo caso al saldo», dice Manuela D'Arcangelo, «compro se ne ho bisogno ma senza attendere le offerte».
TREND POSITIVOA dare riscontro dell’andamento dei saldi invernali per quest’anno sono state anche le rappresentanti di categoria che hanno raccolto le voci dei commercianti della città. «C’è stata una crescita degli acquisti e molto interesse da parte dei clienti rispetto allo scorso anno che aveva ancora delle chiusure legate alla pandemia», spiega la presidente di Confcommercio, Marisa Tiberio, «il ritorno alla convivialità e alle uscite influenza il commercio». Iniziati lo scorso 5 gennaio, gli sconti in Abruzzo si sono protratti per sessanta giorni e sono terminati ieri. Ed è la data di inizio saldi a essere messa in discussione. «Il 5 gennaio è troppo presto», dice la presidente di Confesercenti, Marina De Marco, «non si può partire così in anticipo, subito dopo il Black friday e le feste di Natale. La gente arriva senza soldi e deve aspettare fine mese per rifarsi». De Marco ritiene che sia preferibile iniziare «da fine gennaio e direttamente con il 30 per cento, senza fare prima il 10, poi il 20 e via così».
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