«Sale gioco autorizzate solo dalle questure»

16 Aprile 2016

Il sindaco Di Primio in commissione parlamentare antimafia: serve un sistema unico di regolamenti

CHIETI. «Le autorizzazioni delle sale da gioco siano rilasciate dalle Questure, ai Comuni solo la possibilità di pianificare la loro presenza sul territorio tramite strumenti urbanistici». Questa è la proposta del sindaco Umberto Di Primio, vicepresidente nazionale Anci, durante la Commissione parlamentare antimafia.

In vista della definizione dei criteri dei punti vendita, in cui si prevede il gioco pubblico, da definire entro il prossimo 30 aprile in Conferenza Unificata, Di Primio ha sottolineato l'urgenza di un sistema di regole unitario per tutto il sistema del gioco legale. «I Comuni non sono disponibili a svendere la lotta alle ludopatie, che per noi rappresentano un problema sociale vissuto quotidianamente nelle nostre comunità, in cambio del trasferimento di una percentuale qualunque derivante dagli introiti da gioco. Chiediamo un regime unico per il sistema di gioco legale, con le autorizzazioni tutte in capo alle Questure, lasciando ai Comuni e alle Regioni solo la possibilità di pianificare sul territorio la presenza delle sale da gioco».

L'audizione si è svolta giovedì scorso davanti alla Commissione Parlamentare Antimafia, nell'ambito del X Comitato che si occupa d'infiltrazioni mafiose nel gioco lecito e illecito. Si tratta di un intervento.

«Al posto della Scia» ha continuato Di Primio «serve un quadro normativo unico, sia per l'apertura sia per il trasferimento delle sale gioco, rimandando l'intera materia alla competenza esclusiva dello Stato. L'auspicio è l'unificazione dei titoli autorizzatori previsti per le sale pubbliche per bigliardi o per altri giochi leciti, e per l'esercizio delle scommesse, in un'unica concessione in capo al Questore, perché attività di pubblica sicurezza e ordine pubblico. Una volta ricondotto allo Stato tutto il sistema delle autorizzazioni, ai Comuni, d'intesa con le Regioni, dovrebbe restare la sola competenza alla pianificazione territoriale attraverso i Prg e altri strumenti urbanistici economico-sociali e di localizzazione». La competenza per autorizzare l'apertura delle sale da gioco deve quindi passare alle Questure. Il primo cittadino ha anche sottolineato la necessità di norme che limitino le sale nei centri storici, o comunque ne consentano la presenza ad almeno 500 metri da alcuni 'luoghi sensibili', come scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, centri giovanili, strutture sanitarie o socio assistenziali, giardini, parchi.

Matteo Del Nobile