Sale operatorie chiuse per lavori

Pavimenti da rifare a causa delle infiltrazioni: assicurate le urgenze. Interventi ridotti anche per ferie
LANCIANO. L’attività delle sale operatorie si riduce per permettere al personale di usufruire delle ferie ma anche per permettere alla Asl di effettuare i lavori. Perché nelle 4 sale operatorie del Renzetti, aperte nel 2010, il pavimento va rifatto. Si è sollevato: infiltrazioni d’acqua e problemi vari hanno creato scollamenti e sollevamenti pericolosi e a cavallo di Ferragosto, approfittando anche delle ferie che portano a ridurre gli interventi, i pavimenti saranno rifatti. Sono lavori che si aggiungono agli altri in corso nel presidio e ad altri ancora che dovranno iniziare, come quelli in Ginecologia, la rimozione dell’amianto, il completamento di Cardiologia.
SALE OPERATORIE. È consuetudine che da giugno si assista ad un taglio di circa il 20% delle sedute operatorie per gli interventi chirurgici. Anche se negli ultimi due anni questa flessione non c’è stata per la gran mole di interventi da fare e la chiusura, lo scorso anno, delle sale operatorie di Atessa con le operazioni da “recuperare” al Renzetti che hanno portato gli anestesisti a fare le ferie ad ottobre. Ora che la chiusura di Atessa è “andata a regime”, tra immense difficoltà e affanno del personale (quello di Rianimazione che nonostante le ferie continuerà ad assicurare anche l’apertura dell’ambulatorio del dolore ad agosto), l’attività torna a ridursi. Da oggi ci sarà una seduta operatoria in meno a settimana e il sabato non si faranno più gli interventi in day surgery. In più a cavallo di Ferragosto saranno assicurati solo gli interventi in emergenza e di urgenza. Questo perché devono essere rifatti i pavimenti delle 4 sale operatorie inaugurate nel 2010, dopo tre anni di lavori eseguiti dalla americana General Elettric Healthcare Clinical System che si aggiudicò l’appalto da 5,6 milioni. Ovviamente non si può bloccare l’attività dell’unico presidio per acuti della zona, quindi si procederà con i lavori due sale per volta. Due devono continuare a lavorare ma potranno assicurare solo emergenze e urgenze. I lavori sui pavimenti sollevati per infiltrazioni d’acqua, che mettono a rischio sia gli operatori che spesso incespicano che i pazienti sui lettini, non dovrebbero durare a lungo, una dozzina di giorni, anche se il condizionale è d’obbligo.
ALTRI CANTIERI. Ma quelli nelle sale operatorie non sono gli unici lavori estivi. C’è da completare la vecchia ala del pronto soccorso rimessa a nuovo: si parlava di inaugurarla il 1° agosto, ma ad oggi pare impossibile. Poi ci sono i lavori in Cardiologia: dovevano finire nel febbraio 2015 invece la Asl ha raddoppiato i fondi, saliti a 240.000 euro, per un rifacimento generale che però è bloccato. E se non termina la Cardiologia non potrà risalire al suo piano d’origine e lasciare la Chirurgia, dov’è ospitata e che sarà oggetto a sua volta di lavori: 500mila euro per rimetterla a nuovo. Altro cantiere fermo, da 630mila euro, è quello per la rimozione dell’amianto dalla palazzina centrale. Poi ci sono 5,8 milioni per la Ginecologia appaltati. «Ci sono quasi 10 milioni di euro per il Renzetti dati da questo governo regionale», dice il sindaco Mario Pupillo, «dopo anni di immobilismo e tagli. Fondi per lavori che rendono l’ospedale sempre più funzionale. Non capisco quindi l’attacco dei giorni scorsi del consigliere regionale Pietro Smargiassi (5 Stelle) che ha fatto un’ispezione nel presidio evidenziando solo le mancanze e incutendo terrore nei cittadini. Ha visto solo quello che ha voluto vedere. È un attacco demagogico e volto a screditare un ospedale che lavora. I fondi sono stati sbloccati ora dal centrosinistra e sono per lavori che non si fanno in un giorno».
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