Sale per le autopsie L’azienda sanitaria sposta tutto a Chieti

LANCIANO. Una sala autoptica per l’intera provincia: quella dell’ospedale di Chieti. È per questo motivo che gli ultimi due decessi che hanno richiesto un’autopsia, quello del professor Riccardo...
LANCIANO. Una sala autoptica per l’intera provincia: quella dell’ospedale di Chieti.
È per questo motivo che gli ultimi due decessi che hanno richiesto un’autopsia, quello del professor Riccardo Iannucci, 44 anni, trovato morto a San Vito Chietino all’alba del 21 agosto, e di Mariella Di Croce, 45 anni, deceduta nella sua casa ad Atessa la sera del 21 agosto, sono state fatte a Chieti e non a Lanciano.
Esami autoptici che hanno rilevato per Iannucci una morte naturale, per infarto o aritmia cardiaca, e per la Di Croce una morte accidentale: una ferita le ha reciso l’arteria femorale.
La precisazione della Asl sulla sala chietina segue un appello-denuncia fatto dal medico lancianese Viscardo Murri anche agli assessori regionali Nicoletta Verì e Nicola Campitelli e al consigliere regionale Francesco Taglieri. «Chiedo con estrema urgenza che si metta a norma la sala autoptica dell'ospedale di Lanciano», ha scritto Murri, «la cifra necessaria per i lavori non è elevata, il progetto di ristrutturazione esiste e va semplicemente applicato. È insostenibile, disumano dover andare a Chieti. È una mancanza di rispetto per i poveri defunti e per i loro familiari. È un costo maggiore per lo Stato. Costituisce un problema igienico sanitario, in quanto l'obitorio di Chieti è sovraffollato. È una mortificazione per il nostro territorio. Faccio appello all'assessore alla sanità Verì, all’assessore Nicola Campitelli e al consigliere Francesco Taglieri, al sindaco di Lanciano e presidente della Provincia Mario Pupillo affinché si attivino per risolvere il problema».
Ma per la Asl problemi non ce ne sono. «Non ci sono lavori in programma per la sala delle autopsie dell’ospedale Renzetti, né richieste di intervento», spiegano dall’azienda sanitaria di Chieti, «inoltre il numero delle autopsie fatte a Lanciano e Vasto è per fortuna bassa, tale da non giustificare la presenza di queste sale nei due ospedali. Inoltre, viste le norme in materia molto più stringenti, è senza dubbio migliore la sala autopsie di Chieti». In estrema sintesi, dunque: basta una sala, e a norma, per tutta la provincia. (t.d.r.)
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