Salgono a cinque le aziende interessate alla Honeywell

20 Giugno 2018

Atessa. Al Ministero altre due manifestazioni d’interesse per rilevare la fabbrica I lavoratori chiedono a Roma di convocare i vertici americani entro fine giugno

ATESSA. Convocare i vertici internazionali della Honeywell al tavolo del ministero dello Sviluppo economico entro fine giugno, ovvero prima della firma del verbale di conciliazione dell’azienda da parte degli ultimi dipendenti rimasti. È la richiesta che i lavoratori dell’ormai ex stabilimento dei turbocompressori di Atessa hanno rivolto al Mise tentando una delle ultime possibilità disponibili per impegnare l’azienda a riconoscere almeno le ultime due mensilità erogate ai dipendenti come anticipo sulla cassa integrazione straordinaria. L’ammortizzatore sociale non verrà concesso dal ministero del Lavoro, ma per gli ex dipendenti Honeywell è fondamentale che almeno quelle due mensilità vengano riconosciute dall’azienda dal punto di vista retributivo e non solo contributivo. La Honeywell, che ha deciso di chiudere lo storico stabilimento atessano per investire nell’est Europa con le stesse lavorazioni ma a un costo del lavoro più basso, è stata ufficialmente convocata dal Mise e ha pochi giorni per rispondere all’invito del governo italiano. Finora al tavolo delle trattative hanno sempre presenziato i rappresentanti locali della multinazionale americana ma il Mise, dopo l’ennesimo incontro improduttivo dal punto di vista delle richieste avanzate a cui è stato sempre risposto un secco no, ha di fatto delegittimato gli interlocutori locali decidendo di trattare direttamente con la casa madre americana. Le richieste sono state quindi rinnovate: sospensione dei licenziamenti, pagamento delle due ultime mensilità anche dal punto di vista retributivo e sostegno economico dei dipendenti fino alla presa in carico dello stabilimento da parte di aziende interessate all’investimento. La Honeywell ha poco tempo per rispondere e, se non vorrà indispettire ulteriormente il governo italiano, dovrà farlo inviando fisicamente i suoi massimi vertici a Roma. Intanto dal Mise arriva la notizia di altre due manifestazioni di interesse per rilevare lo stabilimento e avviare una nuova attività che comporti l’assunzione di almeno il 30% della forza operaia. Non sono stati forniti ulteriori dettagli dal momento che le aziende, come anche le precedenti tre che hanno avanzato ufficialmente una proposta, hanno fatto richiesta di una clausola di riservatezza. Entro i primi di luglio, come stabilito ad uno degli ultimi tavoli di confronto al Mise, le aziende interessate (tra cui la Eldor, partner della teramana Tecnomatic Group spa, la Imm Hydraulics spa e la multinazionale del Kazakistan, Inconex-Com) dovranno presentare i piani industriali. Ma è fondamentale che la Honeywell dismetta immediatamente lo stabilimento per consentire la conversione nel più breve tempo possibile.
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