Salmonella, controlli nel fiume

Cupello, nuove analisi dell’Arta ma i sindaci si appellano alla Regione: subito ispezioni alla discarica
CUPELLO. Salmonella nel torrente Cena, il sequestro della terza vasca dell’impianto del Civeta getta ombre sulla modalità di conservazione di rifiuti. Residenti e agricoltori della zona si chiedono se la vasca fosse adeguatamente impermeabilizzata per evitare lo scolo del percolato nelle falde acquifere. E i sindaci lanciano un appello alla Regione e invocano un sopralluogo. Famiglie e amministratori vogliono chiarimenti sul possibile inquinamento.
La scoperta di salmonella nelle acque del torrente Cena è stata ufficializzata a fine aprile dall’Arta. I prelievi di acqua sono stati fatti il 9 aprile scorso. Le analisi dell’Arta sul corso d’acqua che attraversa località Valle Cena non hanno dato risultati confortanti. E la presenza di salmonella preoccupa: il sindaco di Cupello Fernando Travaglini, ha firmato un’ordinanza e ha disposto «il divieto di utilizzo delle acque superficiali» del corso d’acqua: niente irrigazione né utilizzo per alimentare le aziende agricole della zona. Presto verranno eseguiti nuovi prelievi d’acqua per valutare se la presenza del batterio persiste oppure no. Al momento non sono ancora chiare le cause che hanno portato alla formazione della salmonella ma, tra le ipotesi più accreditate, potrebbero esserci la presenza di sacche di ristagno dell’acqua, lo sversamento di liquami nel fiume o la concimazione dei terreni.
Il torrente Cena però attraversa anche i terreni sotto i quali c’è la vasca della discarica del Civeta che è stata sequestrata un mese fa dalla magistratura vastese. La contaminazione, quindi, potrebbe essere stata provocata dallo scolo del percolato. È solo un’ipotesi ma la popolazione chiede certezze. «È in gioco la nostra salute», dicono i residenti invitando i sindaci a intervenire su due fronti: i rischi per l’ambiente e la questione tariffaria visto che, a causa del sequestro della vasca a Cupello, i rifiuti vengono portati in altri impianti e i costi lievitano.
«La questione», dice il sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca, «è allo stesso tempo delicata e molto rilevante per la salute dei cittadini del Vastese. Potrebbe essere estremamente dannosa per la conservazione degli habitat naturali. In passato non siamo stati ascoltati da chi aveva la responsabilità politica ed amministrativa della gestione dell’impianto. Siamo certi che l’attuale governo regionale si muoverà con grande celerità per dare risposta alle richieste dei sindaci preoccupati non solo di evitare che gli sbagli di alcuni ricadano sulle tasche dei nostri cittadini (con aumenti tariffari), ma anche e soprattutto per trovare soluzioni qualora l’ipotesi dei danni ambientali dovesse essere ritenuta fondata. Attendiamo quindi fiduciosi».
A chiedere che la Regione faccia un sopralluogo ci sono anche, i sindaci di Vasto e Villalfonsina, Francesco Menna e Mimmo Budano: «Capisco la preoccupazione dei cittadini. Noi sindaci abbiamo fatto tutto quello che potevamo», dice Budano. Ora tocca alla Regione intervenire. Menna annuncia un esposto in Procura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

