Salta l’intesa con l’opposizione, Forza Italia resta in maggioranza

21 Febbraio 2024

Senza esito gli ultimi colloqui per togliere al sindaco il sostegno dei due consiglieri di centrodestra Per ora non cambiano gli equilibri nell’assemblea dove Castiglione conta su nove voti contro otto

ORTONA. Si salva un’altra volta in calcio d’angolo la giunta del sindaco Leo Castiglione. Stavolta non con il voto in aula, dove la sua risicata maggioranza è rimasta spesso e volentieri a galla d’un soffio. A consentire al governo cittadino di andare avanti, in questa occasione, è il mancato accordo tra Forza Italia e parte dell’opposizione. Un accordo che da alcuni veniva dato quasi per fatto, e per il quale si sperava anche su Fratelli d’Italia: FI e FdI infatti sono infatti forze fondanti della coalizione di centrodestra, tanto a livello nazionale quanto nella corsa alle regionali del 10 marzo. Sono però divise tra maggioranza e opposizione a palazzo di città.
La composita maggioranza di Castiglione, come del resto è politicamente eterogenea la minoranza, è infatti sostenuta tra gli altri da Forza Italia, unico gruppo che appoggia il sindaco ufficialmente sotto le bandiere del partito. Gruppo che si è tra l’altro costituito di recente con il “passo avanti” di Marcello Di Bartolomeo, che ne è il capogruppo, e Federica Paolucci. Il resto della maggioranza infatti siede sugli scranni del municipio in rappresentanza di liste civiche.
Stesso discorso sull’altro fronte, dove l’unico gruppo di partito è quello di Fratelli d’Italia, composto dal già aspirante sindaco Angelo Di Nardo e da Franco Vanni, candidato con FdI alle regionali. Un’anomalia per un Comune delle dimensioni di Ortona, dove Castiglione dal 2017 punta su un progetto politico improntato al “civismo puro”. Del resto è abbastanza anomalo anche che esponenti e simpatizzanti del Partito democratico siano schierati da entrambi i lati della barricata, sempre ufficialmente in rappresentanza di liste civiche. Un’anomalia alla quale, appunto, ha tentato di porre fine il corteggiamento ai forzisti, per il quale sembra abbiano spinto con forza negli ultimi giorni non solo esponenti di FdI, ma anche altri consiglieri di minoranza. Tra questi Lucia Rabottini, Antonio Sorgetti e Italia Cocco del gruppo “Città che amo” che, nei giorni scorsi, hanno lanciato una sorta di appello per «porre fine a questa consiliatura».
È però saltato per ora l’accordo per la spallata a Castiglione, che sarebbe parsa ormai inevitabile con il travaso di due consiglieri da una maggioranza che in aula è oggi forte di nove voti contro gli otto dell’opposizione. Se l’intesa è stata solo “messa in frigorifero” o accantonata definitivamente lo diranno i prossimi appuntamenti amministrativi e politici. Di certo il cammino di Castiglione resta tortuoso, dopo il percorso a ostacoli che il sindaco è stato costretto ad affrontare a più riprese nell’ultimo anno, dalle firme al notaio per far decadere la giunta (mancò quella di Emore Cauti) fino alla votazione per il presidente del consiglio comunale che, in base ad accordi politici, doveva andare a Cauti ma che ha visto prevalere la forzista Paolucci.
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